Il Governo riunirà il Consiglio dei Ministri la prossima settimana, per esaminare i danni prodotti dal ciclone Harry e quantificare gli aiuti a Calabria, Sicilia e Sardegna. Durante un sopralluogo a Santa Teresa di Riva, uno dei centri della provincia messinese più colpiti dalla furia del maltempo, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha delineato la tabella di marcia per gli aiuti.

“Riuniremo il Consiglio dei ministri la prossima settimana”, ha dichiarato Musumeci tra le macerie del lungomare distrutto. “Dopo una sommaria istruzione da parte del dipartimento, proporrò e relazionerò al CDM la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale”.
La misura non sarà solo formale: il Ministro ha confermato che la richiesta sarà accompagnata dallo stanziamento di una prima tranche di risorse. Questi fondi serviranno a dare ossigeno agli enti locali, permettendo loro di avviare immediatamente i lavori di rimozione dei detriti, il ripristino della viabilità e la riattivazione dei servizi essenziali per la popolazione.
Se la Sicilia piange i danni alle infrastrutture, la situazione non è meno drammatica in Calabria. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha descritto scenari quasi apocalittici dopo aver ispezionato i litorali calabresi.
“Sulle coste si è abbattuto un muro d’acqua alto come un palazzo di 4 piani”, ha riferito Ciciliano, sottolineando l’eccezionalità dell’evento che ha letteralmente mangiato metri di costa e distrutto manufatti storici e attività commerciali.
Al momento la priorità resta la messa in sicurezza. I sindaci dei comuni jonici attendono ora che dalle promesse si passi ai fatti: con i bilanci comunali spesso esangui, la dichiarazione dello stato di emergenza è l’unica via per evitare che le ferite inflitte dal ciclone Harry diventino permanenti.
I tecnici della Protezione Civile rimarranno sul campo per tutto il fine settimana per completare la stima dei danni che, secondo le prime indiscrezioni, ammonterebbe a decine di milioni di euro tra strutture pubbliche e private.

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