Oggi, sembrano essere tornati i tempi del filosofo italiano Piero Martinetti, che fu costretto alla dura prova di dover fare la scelta. Anche se di scelta non si può parlare perché le sue idee erano tanto palesi, che venne naturale da quale parte schierarsi. Fu uno dei pochi docenti universitari, nonché l’unico filosofo universitario italiano, assieme a undici colleghi su 1225 professori della Università di Lipsia, a rifiutare, nel 1931, di prestare il giuramento di fedeltà al Fascismo. Rispettò la sua vera posizione dignitosa e corrispondente alla nuda e vera natura del cittadino italiano. Oggi a prendere una decisione importante è l’Europa con il Canada. A farlo comprendere è il Ministro Mark Carney, intervenuto a Davos spiegando perché l’ordine internazionale, fondato sulle regole non funziona più, e perché le potenze medie devono smettere di fingere.

Visto che dopo 80 pacifici anni dalla Seconda guerra mondiale, alcune fasce delle nuove generazioni non hanno più paura di trovarsi davanti alle macerie della morte, significa che la lezione della storia non è stata mai completamente compresa. Tutto ciò che accade nel ”nuovo disordine mondiale” ha una sua logicità.

Un territorio Ucraino, la penisola di Crimea, riconosciuta dalla legge internazionale, è stata annessa   prepotentemente dalla Russia nel 2014 e questo ha aperto “il nuovo disordine mondiale”. La apre, per l’egoismo dell’erede della ex USSR di diventare un gendarme dell’Europa. Questo campanello d’allarme, a suo tempo non è stato preso in considerazione. E l’Occidente non ha dato la risposta che il predatore meritava.

Dovevano essere i Paesi dell’Occidente, assieme alla stessa Russia, a garantire l’integrità e l’indipendenza dell’Ucraina. Secondo il memorandum sulle garanzie di sicurezza in relazione all’adesione dell’Ucraina al trattato di non proliferazione delle armi nucleari, più comunemente noto come memorandum di Budapest, firmato il 5 dicembre del 1994. Con l’egoismo russo si chiude l’epoca in cui la sicurezza internazionale, basata sui valori democratici, viene annientata, dando via libera ai leader mondiali che usano la forza per la presunta sicurezza.

Il Ministro Mark Carney

Come conseguenza, oggi siamo i testimoni della inespressa tragedia in Ucraina dove l’esistenza degli ucraini, come nazione rimane senza risposta. Ora “la scelta” toccherebbe non solo ai Paesi europei, e dire da quale parte stanno, per non far diventare la Groenlandia ”un pezzo di ghiaccio” che potrebbe essere ingoiato dal predatore di turno.

Gli ucraini, eroicamente fra il pane e la libertà scelgono la libertà, perchè, come dicono loro, chi sceglie il pane perde sia pane che libertà. C’è sempre qualcosa da perdere, anche quando i loro figli, bambini, anziani, donne e uomini sono martoriati nelle prigioni russe, nei campi di concentramento sui territori occupati, nonostante che le loro case, gli appartamenti distrutti dai missili russi a lungo raggio, continuano a rimanere senza luce e senza gas. Continuano a morire ma, continuano anche a scegliere la libertà, che equivale alla dignità.

error: Non salvare ma condividi