La Regione Calabria finalmente, nel marasma generale della sanità taglia per prima il traguardo rispetto al territorio nazionale autorizzando il trattamento alla terapia genica basata sulla tecnologia CRISPR per i pazienti affetti da talassemia, individuando nel CTMO del Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria la struttura di riferimento regionale.

La scelta di adottare la tecnologia CRISPR — una sorta di “correttore genetico” che permette di intervenire direttamente sul DNA — rappresenta una speranza concreta per centinaia di persone che, fino ad oggi, sono state costrette a convivere con il peso costante di trasfusioni periodiche e complicanze cliniche.

«È un traguardo storico che accende una nuova speranza per centinaia di persone che convivono ogni giorno con questa patologia», dichiarano in una nota congiunta le associazioni dei pazienti del territorio.

Dall’Associazione Reggina Microcitemici all’Unitalca di Catanzaro, passando per le realtà di Cosenza, Crotone e Locri, il coro è unanime: un profondo ringraziamento alle istituzioni regionali per aver dimostrato sensibilità e lungimiranza. Tuttavia, alla gratitudine si affianca un appello urgente affinché l’iter non si fermi allo scoglio della burocrazia.

Nonostante l’entusiasmo, le associazioni sottolineano come la delibera sia solo il primo passo. Il fattore tempo è infatti determinante per chi soffre di talassemia. E’ necessario adesso il completamento dell’iter con l’accelerazione dei passaggi amministrativi di autorizzazione e qualifica del centro. Rendere la struttura pronta a erogare il trattamento nel minor tempo possibile.

Ogni settimana di ritardo significa nuove trasfusioni e un carico fisico e psicologico per giovani e adulti. “Siamo certi che la Regione saprà completare gli ultimi passaggi con la stessa determinazione dimostrata finora”, concludono i rappresentanti dei pazienti, offrendo la massima collaborazione per far sì che questa opportunità scientifica si trasformi presto in una realtà clinica quotidiana.

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