In un’epoca segnata dalla fretta e dall’indifferenza, la Locride si riscopre custode di una bellezza fragile e selvatica attraverso una straordinaria rete di solidarietà che, in poco più di quindici giorni, ha trasformato la Guardia Territoriale Ambientale (GTA) con sede in Siderno, nel cuore pulsante di una missione di salvataggio per animali protetti. Tutto ha inizio il giorno di Santo Stefano, quando Marianna Mazzaferro, aspirante Guardia e moglie della Guardia Zoofila Andrea Rinauro, durante una passeggiata sul lungomare di Marina di Gioiosa Ionica con la propria cagnolina, ha scorto tra i flutti della riva un Airone Guardabuoi ferito all’ala destra. Con la delicatezza di chi sa che ogni vita è un dono prezioso, la signora Mazzaferro ha recuperato il volatile migratorio con l’ausilio del marito, e allertando il Responsabile Provinciale Prof. Dominic Antony Polito, hanno guidato le procedure di soccorso coinvolgendo i Carabinieri Forestali di Roccella Ionica e l’ufficio ASP veterinario di Locri.

Da Sinistra: il Sovrintendente Francesco Trichilo e il Responsabile GTA Prof. Dominic Antony Polito

Dopo gli accertamenti medici, l’airone è stato affidato a una pattuglia della Polizia Metropolitana di Reggio Calabria per il trasferimento verso le cure del CRAS di Cosenza. Il destino ha poi voluto che un simile atto di eroismo quotidiano si ripetesse il 10 gennaio, quando la Prof.ssa Caterina Rita Franco ha rinvenuto nel proprio giardino a Siderno una Poiana, nobile rapace diurno, con un’ala pendente a causa delle forti raffiche di vento che hanno sferzato il litorale ionico. La docente ha prontamente allertato il numero di emergenza 1515 e si è messa in contatto con il Prof. Polito e la Polizia Metropolitana. Grazie all’intervento congiunto del Dirigente Polito e del Sovrintendente Francesco Trichilo, la “regina del cielo” è stata messa in sicurezza e trasportata anch’essa presso il Centro Recupero Animali Selvatici.

In questi gesti risplende il concetto più nobile di responsabilità civile: non un semplice obbligo di legge, ma un patto silenzioso d’amore tra l’uomo e il creato. È la consapevolezza che siamo tutti fili della stessa trama e che il dolore di una creatura selvatica è una ferita inferta all’armonia del mondo intero. In questo scenario, organizzazioni come la GTA si rivelano non solo utili, ma indispensabili bussole etiche: esse rappresentano il braccio operativo della nostra coscienza, trasformando l’istinto di protezione in un’azione coordinata e salvifica. Senza la loro dedizione e competenza, quel battito d’ali affaticato si spegnerebbe nell’ombra; la loro presenza sul territorio è un faro che ricorda a ogni cittadino che la cura della terra è un dovere che nobilita l’anima.

Questi episodi scuotono profondamente le corde più sensibili del nostro essere, sussurrandoci che la nostra umanità non si misura dal potere che esercitiamo sulla natura, ma dalla cura che dedichiamo alle sue creature più vulnerabili. Ogni volta che una mano si tende per soccorrere un’ala spezzata, stiamo curando la nostra stessa capacità di provare meraviglia… perchè coloro che camminano con la natura e ne proteggono i segreti scoprono che ogni creatura salvata è un tassello di pace che arricchisce l’anima. Restare vigili e non voltare lo sguardo altrove significa riconoscere che in quel volo ritrovato risiede la dignità di tutto il nostro esistere. Proteggere il volo degli altri, in fondo, rimane l’unico modo per non far cadere nel vuoto la nostra stessa speranza di un futuro in armonia con la natura.

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