È stato presentato ufficialmente presso la Biblioteca Comunale “Gaudio Incorpora” di Locri il CISDA (Centro Italiano per lo Studio della Documentazione Archivistica), una nuova realtà culturale che si prefigge di diventare un punto di riferimento per la ricerca storica e la valorizzazione del territorio. Alla guida del sodalizio è stato chiamato il Prof. Vincenzo Cataldo. Originario di Gerace, Cataldo è una figura di spicco nel panorama culturale calabrese: storico, scrittore e docente universitario, la cui nomina garantisce un alto profilo scientifico all’associazione.

L’obiettivo del CISDA è chiaro: promuovere la ricerca attraverso l’analisi dei documenti custoditi negli archivi pubblici e privati. Un lavoro di “scavo” che, secondo il Presidente, non riguarda solo il passato: “In questa epoca di grandi trasformazioni tecnologiche e mediatiche, in cui siamo bombardati quotidianamente da notizie false e spesso non verificate – spiega il Prof. Cataldo – è quanto mai necessario approcciarsi allo studio delle fonti. Solo attingendo ai documenti possiamo imparare a leggere correttamente e decodificare non solo la realtà storica, ma anche quella attuale”.
Il CISDA non intende restare chiuso nelle biblioteche. L’associazione ha già in programma l’organizzazione di convegni, seminari di studio e iniziative culturali finalizzate alla scoperta e alla tutela del patrimonio locale. Fondamentale sarà la sinergia con le istituzioni governative, gli enti locali e le altre realtà associative del territorio.
Il Centro nasce con una base solida: il Comitato Direttivo, oltre a Cataldo, vede impegnati professionisti di diversi settori: Domenico Capponi (Vice Presidente); Giulio Di Bernardo (Segretario); Giuseppe Napoli (Tesoriere); Davide Codespoti (Consigliere).
Il CISDA è una realtà inclusiva. “Chiunque ama la cultura può aderire all’Associazione», conclude Cataldo, sottolineando come il numero di soci sia già in crescita e provenga da vari settori della società civile, a dimostrazione di un forte bisogno di approfondimento culturale sentito dalla comunità”.

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