La Cattedrale di Locri ha accolto, in un clima di profonda partecipazione e gratitudine, la solenne celebrazione eucaristica per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale del Vescovo Mons. Oliva, un momento di grande significato per l’intera Chiesa diocesana.

Alla concelebrazione hanno preso parte i Vescovi di Cosenza e di Oppido-Palmi, numerosi sacerdoti della diocesi, i sindaci di Locri e di Gerace, autorità civili e militari, rappresentanti di tutte le associazioni e i movimenti ecclesiali operanti sul territorio, insieme a una moltitudine di fedeli attenti e partecipi, desiderosi di esprimere il loro affetto e la loro riconoscenza al Pastore per il servizio svolto in questi anni.
Nel corso della sua toccante omelia, Mons. Oliva ha spiegato come, negli anni precedenti, fosse solito vivere l’anniversario di ordinazione in maniera riservata, mentre quest’anno la condivisione con il popolo di Dio era doverosa, segno di un ministero vissuto sempre in relazione. Dopo aver ringraziato i Vescovi presenti, le autorità e l’intera comunità diocesana, il Presule ha incentrato la riflessione su una frase della Lettera di San Paolo agli Efesini, richiamando il “ministero della grazia ricevuto da Dio”.
La “bella notizia” del Vangelo – ha sottolineato – ci ricorda che tutti i popoli sono amati da Dio e che Dio vuole la salvezza di tutti. Un messaggio quanto mai attuale in questo tempo storico, mentre si celebra Cristo luce del mondo, venuto nella carne per illuminare l’umanità. In un’epoca in cui, troppo spesso, i capi dei governi cercano sicurezza nella forza delle armi, dimenticando la via del dialogo, della pace e della diplomazia, abbiamo bisogno di questa luce che orienta i passi dell’uomo.

Il pensiero del Vescovo è poi tornato al giorno della sua ordinazione sacerdotale, avvenuta in una giornata piovosa, simile a quella odierna, con la stessa liturgia, la presenza emozionata dei suoi genitori, consapevoli del grande dono ricevuto dal Signore, e le parole di incoraggiamento del Vescovo ordinante. Un ricordo carico di gratitudine per il dono del sacerdozio, di cui Paolo parla come chiamata gratuita e immeritata.
Mons. Oliva ha ripercorso le parrocchie servite, luoghi in cui ha cercato di costruire comunità autentiche e di comprendere i bisogni di tutti. Nel luglio 2014, la chiamata di Papa Francesco al ministero episcopale nella Chiesa di Locri-Gerace: “Questi anni mi hanno dato tanto – ha confidato – non riuscirei a vedermi fuori da questo ministero”.
Parole di profonda riconoscenza sono state rivolte ai sacerdoti che gli sono stati accanto, perché – ha ricordato – l’Ordine sacro pone in relazione, è comunione vissuta. Un ringraziamento sentito anche per la terra di Locri, “bella e molto diversa da quella che spesso viene raccontata dalle cronache”.
La visita pastorale ha rappresentato, per il Vescovo, uno sguardo privilegiato su una nuova umanità: i detenuti in cerca di futuro, i giovani studenti nelle scuole, le persone fragili segnate dalla malattia e dalla sofferenza, le piccole aziende che, con fatica e coraggio, creano lavoro e speranza.
Richiamandosi ai Magi, uomini di scienza che si mettono in cammino per cercare ciò che conta davvero, Mons. Oliva ha ricordato come anche i sacerdoti, guidati dalla stella, siano chiamati a cercare e a indicare il senso vero dell’esistenza umana: Cristo e il suo amore.
“A Locri – ha affermato – ho vissuto la pienezza del mio sacerdozio, servendo la comunità senza ambizioni, rimanendo unito al suo amore anche quando era difficile. Ho ricevuto più di quanto ho donato. Non sono mancati gli errori, e forse qualcuno si aspettava qualcosa di più, ma l’importante è donarsi senza riserve”.
Non sono mancati i ringraziamenti a chi si prende cura di lui nella quotidianità e a medici e infermieri che gli sono stati vicini nei momenti della sofferenza. “Non mi sono stancato di essere sacerdote – ha detto con commozione – e chiedo al Signore di essere pastore secondo il suo amore fino a quando Lui lo vorrà”.
Al termine della celebrazione sono giunti i ringraziamenti del Vicario generale, don Piero Romeo, che ha voluto sottolineare l’umiltà come virtù distintiva del Vescovo, e del sacerdote del paese di origine di Mons. Oliva, che ha portato l’abbraccio e la vicinanza di tutta la sua terra natale in questo significativo anniversario.
Una celebrazione intensa, che ha reso visibile una Chiesa riconoscente per un ministero vissuto nella fedeltà, nel servizio e nell’amore.

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