Nel cuore della Calabria, la voce di Omar Suleiman si farà sentire ancora una volta. Attivista, attore e voce rappresentativa della comunità palestinese in Italia, Suleiman sarà ospite in provincia di Reggio Calabria per due spettacoli teatrali, tra cui uno al Caffè Letterario Mario La Cava di Bovalino il 14 novembre alle ore 20:45. La sua presenza si inserisce in un percorso di impegno culturale promosso dal Coordinamento Spontaneo Locride per la Palestina, volto a mantenere viva la memoria e la resistenza di un popolo troppo spesso ignorato o frainteso.

Suleiman, che vive in Italia da quarant’anni e non può più tornare in Palestina a causa delle restrizioni israeliane, si batte per dare voce a chi viene sistematicamente silenziato. La sua opera di divulgazione culturale e attivismo si concretizza in iniziative come il progetto Osservatorio Palestina, che collabora con l’Università de L’Orientale di Napoli, promuovendo cineforum, traduzioni letterarie, presentazioni di libri e corsi di arabo. Un vero e proprio ponte tra la Palestina e il mondo occidentale, volto a superare le barriere dell’informazione e della percezione.

La performance teatrale “Ho le mani per scrivere: il loro grido è la nostra voce” sarà una selezione di scritti provenienti da fonti giornalistiche e giovani esponenti della comunità palestinese, testimonianze di un popolo che resiste da settant’anni all’occupazione e alla colonizzazione. Un modo per mettere in luce le storie di vittime di un genocidio che, troppo spesso, viene ignorato o minimizzato, specialmente in Occidente, dove l’attenzione si accende solo quando le imbarcazioni umanitarie vengono attaccate.

In Calabria, questa battaglia di cultura e memoria si concretizza anche con altre iniziative: una mostra fotografica con partecipazione da remoto del suo ideatore palestinese e una performance teatrale a scopo benefico, “Voci per la Palestina”, prevista il 23 dicembre al Convento dei Minimi di Roccella Jonica. L’obiettivo è semplice ma potente: entrare “in punta di piedi” nelle culture altrui, ascoltare e rispettare le storie di un popolo che merita di essere conosciuto e compreso, prima di poter essere supportato nel suo percorso di resistenza.

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