Il Teatro Vecchio di Grotteria (RC) due sere orsono ha vibrato di emozioni grazie alla straordinaria performance di Massimo Barilla, che ha portato in scena “Accamóra”, un affascinante spettacolo poetico che fonde la ricca tradizione della poesia dialettale con le melodie originali del talentuoso musicista Luigi Polimeni. L’evento, parte delle attesissime Rapsodie Calabresi Agresti 2025, nell’ambito dell’Opera Musica Festival diretto da Domenico Gatto e Renato Bonajuto, ha catturato il pubblico in un abbraccio sonoro e lirico, trasportandolo nel cuore della cultura calabrese. Un viaggio emozionante tra parole e note, capace di risvegliare i sensi e celebrare l’anima della nostra terra, lasciando un segno indelebile nei cuori di tutti i presenti!

Le poesie di Barilla sono come quadri impressionisti che si animano sulla scena, evocando immagini e sensazioni che ogni spettatore può interpretare a modo suo. Con le sue parole, Barilla dipinge tele poetiche che invitano lo spettatore a entrare nel proprio immaginario, proprio come i quadri di Van Gogh o Matisse. Ogni poesia è un quadro vivente che si muove tra la memoria, la natura e la vita, creando un’atmosfera suggestiva e ipnotica.

Il tempo è un elemento fondamentale in queste poesie, che hanno come titolo “Accamóra”, ovvero “adesso” in dialetto. Le parole hanno il ticchettio di un orologio, scandendo il tempo che scorre, mentre la musica di Polimeni ne segna il ritmo. È un tentativo di fermare un’immagine come fosse una fotografia, di catturare l’attimo fuggente e di renderlo eterno.

La musicalità di Polimeni si fonde perfettamente con la poesia di Barilla, creando un linguaggio unico e suggestivo che emoziona e fa riflettere, a volte con ritmi tribali alternati a echi e suoni new age, a volte latini, fa assaporare tutti i ritmi mediterranei, elementi di cristallo e tamburi aulici proiettano lo spettatore in un mondo magico antico e a tratti straziante per tutta la sua bellezza incontenibile. Lo spettacolo “Accamóra” è stato un viaggio poetico che lascia il segno, un’esperienza unica e indimenticabile che invita a riflettere sulla vita e sulla bellezza della parola, proprio come si è potuto apprezzare l’8 novembre 2025 al Teatro Vecchio di Grotteria (RC).

La cornice del Teatro Vecchio a Grotteria RC, ha offerto un contesto ideale per questo spettacolo, che ha saputo unire la poesia, la musica e la cultura calabrese in un’unica e suggestiva esperienza artistica. L’evento è stato un’occasione preziosa per scoprire la ricchezza culturale della Calabria e per apprezzare la creatività e la passione di artisti che producono opere che dissetano l’anima dall’arsura del banale. Un grazie anche ai Sindaci come Giuseppe Caruso e tutto lo staff  di Grotteria che è stato lungimirante nel puntare su una qualità artistica unica.

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