Da quando ci ha lasciati sono passati ormai sette anni, nel mezzo รจ cambiato il mondo, non in modo rumoroso o tutto insieme, ma lentamente. Abbiamo perso una persona che credevamo non avremmo mai perso, abbiamo lasciato andare cose e fatto scorrere la vita, abbiamo imparato a vivere con domande che non hanno mai avuto risposta. Il tempo non si รจ fermato, non ci ha chiesto se stavamo bene ma ha continuato ad andare avanti, e noi abbiamo dovuto seguirlo da soli. Alcune cose ci hanno spezzati e altri ci hanno ricostruiti, ma tutte ci hanno trasformati.
Dopo ogni anno che allontana lโultimo giorno di Don Dino sembra di aver fatto un altro passo incontro a lui.
Lasciare negli altri lโindelebile ricordo รจ ancor piรน raro per un mondo ormai usa e getta, ma il nostro Don รจ come fosse ancora nella stanza accanto, lo si sente senza vederlo, sempre uguale, immutato perchรฉ avvolto da un amore vero come quello della fede.
Ancora molti chiamano il suo nome dopo una preghiera, altri ancora tramandano le sue parole perchรฉ non cadano nel nulla, alcuni ancora gioiscono di quei momenti vissuti nella pace della sua presenza terrena.
Il nome di Don Dino รจ amicizia, unione, รจ un talismano contro la tristezza e lโincertezza, รจ un ventaglio che spazza via le foglie secche che nascondono il cammino verso la fede.
Attraverso i suoi Amici in questo gregge si conserva una presenza intonsa senza corpo, che non cancella ma riscrive una storia che racchiude tutta la sua parrocchia, trattenuta tra i pensieri come una coperta calda a cui chiedere il conforto che accarezza lโanima, che senza una mano di carne riesce a rendere meno ostile la propria.
Nel suo 46esimo anniversario dalla prima messa, gli occhi si intingono di nostalgia e le labbra si piegano in un sorriso malinconico e sereno, come di chi ha avuto senza piรน avere, sicuri di aver guadagnato attimi con lui e non perso un corpo intero, certi di quella gloria che scende e tocca pochi uomini che a loro volta sanno irradiare intere comunitร .
Ricordarlo รจ un pianto, un sorriso e un applauso che si mescolano in un grazie, spontaneo come il suo fare e leggero come quella fede assoluta che lo rendeva uomo e che oggi lo rende icona.
Una vita, la sua, trascorsa in direzione del cielo. Un volo frenato da radici forti che lo ancoravano alla sua gente. Ma anche i Santi nascono uomini ed anche gli uomini nascono da un granello di Santitร , ugualmente appesantiti dal loro fardello di imperfezioni che poco per volta, solo alcuni, pochissimi in veritร , riescono a sganciare per alleggerire lโanima e sfiorare il cielo.

Forse Don Dino ora vede da lassรน e riguarda quel mondo da cui innalzava preghiere, in cui la vita ha avuto inizio e fine, forse rimpiangere il non aver fatto abbastanza, forse quella preghiera ora si rivolge dallโalto al basso, forse da lassรน il mondo รจ meno colorato di quanto sembrasse e quindi non toglie mai lo sguardo da noi, forse, Don Dino, รจ stato solo un uomo che ha lasciato il segno tra gli uomini, un mistero che solo la fede comprende e che solo una parola spiegaโฆ forse, oggi, siamo migliori tutti grazie a lui che dallโalto ci osserva, ci guida, ci aiuta e ci sorride ancora.
Quello che di Lui resta siamo noi e il ricordo di una missione, di come un piccolo uomo possa diventare grande solo grazie allโumiltร ed essere sorretto verso il cielo in nome di una purezza che รจ virtรน in terra e gioia eterna.
Don Dino nel suo ricordo ci accarezza per affrontarci, ci educa con la fermezza di un bacio paterno, ci ammonisce sorridendo, ci insegna di non rimandare al domani, di fare oggi, ora, di esserci adesso, di ricordarlo per imparare a pregare perchรฉ possa ancora portare un Suo sorriso a quei fratelli e sorelle a cui non smetterร mai di dare.
Dove รจ passato ha lasciato solo lโamore,
dove ha parlato รจ rimasto solo perdono,
dove ha discusso รจ rimasta solo unione,
dove ha dubitato รจ rimasta solo fede,
dove ha pianto รจ rimasta la speranza,
dove uomini hanno spento se stessi,
ora porta solo Luce.
Don Dino proteggerร sempre la sua gente e loro custodiranno sempre il suo ricordo.

Maria Grazia Carnร รจ nata a Catanzaro e vive a Camini, un piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria, dopo gli studi superiori presso lโIstituto Maria Ausiliatrice di Soverato perfeziona la sua istruzione presso la facoltร di Farmacia di Pisa.
Lavora nel settore per cui ha studiato fin da subito, alternando i suoi impegni con volontariato e alcune passioni irrinunciabili.
Scrive per la testata online Incipit Sistema Comunicazione con il ruolo di capo redattrice senza mai specializzarsi su un tema preciso, ma cercando temi di interesse sociale e culturale, impegno che la porterร al titolo di Giornalista. Nel 2023 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Blu ionico”, con il quale si aggiudica vari riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Panorama Golden Book Award 2024,ย e il Concorso Biennale Internazionale โPercorsi letterari dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron”, grazie al quale รจ stato segnalato alla Fiera del Libro di Francoforte 2024. Le viene assegnata il Premio Reggio Calabria Day 2025 alla letteratura come riconoscimento del suo impegno artistico nella scrittura e nello stesso anno viene insignita del prestigioso Premio Piersanti Mattarella al Campidoglio.
