
Torna per la sua quarta edizione il Rosarnofilmfestival, un appuntamento ormai imprescindibile nel panorama culturale calabrese e nazionale. Il festival, nato per dare voce alle esperienze di resistenza, solidarietà e inclusione, sceglie quest’anno di riaffermare con ancora più forza la propria identità: essere uno spazio pubblico di cultura critica e di opposizione alla barbarie contemporanea.
In un contesto globale segnato dall’acuirsi delle disuguaglianze, dalla cancellazione dei diritti e dalle politiche di esclusione, il festival assume un significato politico e umano profondo. “Fuori dal Ghetto” – la frase che accompagna da sempre la manifestazione – risuona oggi come un invito urgente a rompere i muri, reali e simbolici, che separano le persone.
La tragedia di Gaza, divenuta emblema delle logiche coloniali e dell’apartheid contemporaneo, fa da sfondo a una riflessione collettiva che non può più essere rimandata. Il Rosarnofilmfestival sceglie di guardare il mondo senza voltarsi dall’altra parte, riconoscendo nella cultura un argine morale contro la disumanizzazione.
Ma lo sguardo del festival resta radicato nella realtà locale. Dalla tendopoli di San Ferdinando, simbolo di sfruttamento e negazione della dignità umana, alle pratiche sociali che quotidianamente resistono nel territorio della Piana di Gioia Tauro, Rosarnofilmfestival è un atto di presenza e di impegno civile. Un luogo dove il cinema incontra la realtà, la racconta, la interroga, la trasforma.

Nei giorni della rassegna, proiezioni, incontri e dibattiti animeranno la città di Rosarno, restituendo al pubblico il senso profondo del fare cultura: costruire comunità, solidarietà e consapevolezza. Perché oggi più che mai, uscire “fuori dal ghetto” significa scegliere da che parte stare. La rassegna di quest’anno prevede l’inaugurazione a Cinquefrondi lunedì 3 novembre alle ore 21 presso la Mediateca comunale “Pasquale Ceazzo”
Il sindaco Michele Conia introdurrà la serata, ospiti Enzo Infantino dell’Associazione “Per non dimenticare” e don Nandino Capovilla autore insieme a Betta Tusett del libro Sotto il cielo di Gaza. Il libro ripercorre e spiega la situazione della Striscia di Gaza, sulla base delle storie di persone, di uomini, donne, bambini palestinesi, che hanno volti e nomi, per evitare che le persone restino solo numeri e statistiche. Il festival itinerante terminerà nel mese di dicembre.

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