Un’aula piena di entusiasmo, musica, ricordi e speranze per il futuro: così Polistena ha celebrato, il 98° anniversario della nascita di Girolamo Tripodi, figura storica della città e simbolo di riscatto civile e progresso sociale. L’evento, tenutosi presso il Cinema Garibaldi con il tutto esaurito, è stato organizzato dalla Fondazione Girolamo Tripodi per la cerimonia di consegna delle borse di studio intitolate all’amato sindaco. Una manifestazione che ha visto protagonisti gli studenti delle scuole polistenesi, accompagnati da docenti e famiglie, in una giornata carica di emozioni e significati profondi.

L’apertura è stata affidata all’Orchestra della Scuola Media “F. Jerace”, diretta dal prof. Michele Giovinazzo e coadiuvata dai maestri Barillà, D’Agostino e Rao. Le esecuzioni dell’Inno di Mameli, dell’Inno alla Gioia e di brani come Te Deum, Ghost e Masters of the Symphony hanno dato solennità e calore all’intera celebrazione.

La conduzione della cerimonia è stata affidata alla giornalista Eva Giumbo, che ha saputo gestire con eleganza e professionalità ogni fase dell’evento. A seguire, è intervenuto Michelangelo Tripodi, presidente della Fondazione, che ha ribadito la volontà di scommettere sui giovani per ricostruire una classe dirigente consapevole e radicata nei valori della cultura e della giustizia sociale. Ha sottolineato che, con le sei edizioni delle borse di studio, la Fondazione ha già investito 20.800 euro nelle scuole di Polistena e della provincia di Reggio Calabria.

Michelangelo Tripodi ha ricordato con orgoglio le battaglie civili portate avanti da Girolamo Tripodi, sindaco autodidatta ma visionario: libri gratuiti per gli studenti, mense scolastiche, asili nido, edilizia scolastica all’avanguardia, cultura diffusa e servizi essenziali. Sotto la sua guida, Polistena fu un faro per tutta la Calabria, con opere come il nuovo ospedale S. Maria degli Ungheresi, il Palazzo degli uffici, l’auditorium comunale e la rete del metano, allora unica nel panorama calabrese.

“Oggi Polistena ha perso il ruolo che aveva conquistato – ha detto Michelangelo Tripodi – ma i nostri giovani possono e devono riscrivere una nuova pagina di progresso, nel solco dei valori lasciati da mio padre”.

error: Non salvare ma condividi