Vent’anni dopo l’assassinio di Francesco Fortugno, la città di Locri si è raccolta per ricordare un uomo delle istituzioni, un medico, un politico che ha creduto nella possibilità di una Calabria diversa, più giusta e trasparente.
Nel corso della cerimonia commemorativa organizzata in occasione dell’anniversario dell’omicidio, il Liceo “Giuseppe Mazzini” di Locri è stato l’unico istituto scolastico ad avere l’onore di intervenire ufficialmente con la voce dei suoi studenti.

Due alunne dell’istituto: Martina Scaduto e Aurora Caracciolo Di Torchiarlo hanno rappresentato la scuola con interventi di grande intensità e consapevolezza, portando nel cuore della cerimonia il pensiero e la speranza delle nuove generazioni.
La prima studentessa ha letto un brano tratto da un discorso di Paolo Borsellino, nel quale il magistrato sottolineava la possibilità concreta che hanno i giovani di ribellarsi al potere mafioso attraverso la cultura, l’impegno e la libertà interiore. Parole che, a distanza di anni, risuonano ancora attuali e capaci di indicare una via di speranza per chi crede nella forza della legalità.

La seconda alunna ha invece condiviso una riflessione scritta insieme alla sua classe, dedicata alla figura di Francesco Fortugno e al valore civile della sua eredità.
Nel suo intervento, la studentessa ha ricordato il 16 ottobre 2005, giorno in cui Fortugno fu assassinato, sottolineando come da quella tragedia nacque una potente reazione di risveglio, in particolare da parte dei giovani.
Ha rievocato il movimento “E adesso ammazzateci tutti”, nato proprio a Locri, che vide migliaia di studenti scendere in piazza per dire no alla paura e sì alla giustizia, affermando che “anche i ragazzi possono cambiare la storia”.

Con parole semplici ma profonde, la giovane ha invitato a custodire quella eredità di coraggio, ricordando che la legalità si costruisce ogni giorno, nello studio, nel rispetto delle regole e nella partecipazione alla vita civile.
La sua riflessione si è conclusa con un messaggio chiaro: “Ricordare Francesco Fortugno oggi significa rinnovare un impegno: non restare mai indifferenti, avere il coraggio di scegliere da che parte stare.”

La presenza delle due alunne del Liceo Mazzini ha dato voce alla Locride che non dimentica, alla Calabria che crede nel cambiamento e alla scuola che continua a educare alla responsabilità e alla cittadinanza attiva.
Un gesto di memoria e di testimonianza che conferma come i valori per cui Francesco Fortugno ha sacrificato la vita continuino a vivere nel cuore dei giovani, chiamati a essere costruttori di legalità e protagonisti di una Calabria libera e luminosa.

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