Il 18 ottobre non è una data come le altre per la comunità di Africo. È il giorno della memoria, un momento di riflessione collettiva per ricordare la tragedia che nel 1951 segnò per sempre il destino del paese. Tra il 15 e il 18 ottobre di quell’anno, un’alluvione devastante cancellò il vecchio borgo di Africo e la sua frazione Casalnuovo, spazzando via case, sogni e vite. Nove persone persero la vita, vittime di un evento apocalittico che costrinse la popolazione ad abbandonare per sempre il cuore dell’Aspromonte per ricominciare altrove, a “Le Querce” di Capo Bruzzano.

Nel 2025, a 74 anni da quella tragedia, la comunità si è riunita ancora una volta per onorare la memoria dei “Nove Caduti dell’Alluvione del ’51”. La commemorazione è stata preceduta da una messa di suffragio celebrata da don Urlich, nella quale è stato ricordato il sacrificio delle vittime, testimoni di una ferita profonda ma anche di una rinascita tenace. Ma quest’anno la memoria si fa anche azione concreta. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Modaffari, ha annunciato due importanti interventi di recupero ambientale sui siti dei borghi scomparsi, oggi ridotti a ruderi avvolti dalla vegetazione. Gli interventi, finanziati con un investimento di circa 2 milioni di euro, mirano a restituire dignità a quei luoghi e a renderli parte viva della storia africese.
Inoltre, nell’ambito della rivisitazione dell’odonomastica urbana, sarà intitolata una piazza cittadina proprio ai Nove Caduti, “Un segno tangibile – ha sottolineato il sindaco Modafferi – del loro santo sacrificio”. Un gesto che va oltre la cerimonia, e che punta a trasmettere alle nuove generazioni un’identità forte, nata sulle alture dell’Aspromonte ma ancora viva nel cuore della comunità.
“Sarebbe bello che i ragazzi, percorrendo le vie o sostando nelle piazze di Capo Bruzzano, potessero virtualmente “incontrare” e “dialogare” con i molteplici protagonisti della millenaria storia africese», ha dichiarato Modaffari, evidenziando l’importanza della memoria come strumento di educazione civica e prevenzione.
Il messaggio è chiaro: ricordare per non dimenticare, ma soprattutto per costruire un futuro più sicuro e consapevole, nel segno della tutela e salvaguardia del territorio.

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