“Borghi in Ascolto”: approvato a Squillace il Manifesto per una nuova agenda territoriale. Ora la parola passa ai Comuni, con questa decisione l’Associazione “Borghi da Ri..Vivere” chiama all’azione le amministrazioni locali: entro il 31 ottobre le delibere nei Consigli comunali. Obiettivo: portare la voce dei territori a Roma.

I lavori che hanno portato al confronto e alla stesura di un documento si sono svolti nello scenario del Palazzo delle Culture di Squillace e ha avuto come tema: “Borghi in Ascolto – Dialoghi per una Nuova Agenda Territoriale”. Promosso dall’Associazione “Borghi da Ri..Vivere” in collaborazione con l’Associazione “PietraElisa” di Palermiti ha visto la partecipazione di cittadini, associazioni culturali, Pro Loco, imprenditori locali e realtà attive nei territori, uniti dall’obiettivo comune di delineare una proposta concreta per il rilancio dei borghi italiani.

Al termine dei lavori è stato approvato all’unanimità il Manifesto per una Nuova Agenda Territoriale, documento che rappresenta la sintesi di un percorso condiviso e che punta a portare all’attenzione delle istituzioni nazionali la voce dei piccoli comuni, spesso esclusi dalle principali politiche di sviluppo.

L’incontro di Squillace non è stato soltanto un momento di riflessione e di confronto, ma ha segnato l’avvio di una fase operativa. Il Manifesto approvato sarà ora trasmesso a tutte le amministrazioni comunali interessate, con l’invito a deliberarne formalmente l’adozione in Consiglio comunale entro il 31 ottobre 2025.

L’obiettivo è chiaro: costruire una rete territoriale ampia e coesa, in grado di presentare a Roma – presso il Senato o la Camera dei Deputati – un documento condiviso e sostenuto da un numero significativo di Comuni, per chiedere politiche strutturali e investimenti mirati a favore dei borghi.

“I borghi non possono essere solo oggetto di narrazioni romantiche – ha dichiarato Giovanni Renda, presidente dell’Associazione “Borghi da Ri..Vivere – o slogan turistici. Hanno bisogno di politiche serie, di visioni lungimiranti e – soprattutto – di amministratori che ci credano davvero”.

Nonostante il forte interesse mostrato da cittadini e realtà associative – con una partecipazione attiva anche da fuori regione grazie alla trasmissione online dell’evento – la risposta istituzionale ha lasciato spazio a riflessioni: su 53 sindaci invitati, solo 10 hanno preso parte ai lavori. Un dato che, secondo gli organizzatori, solleva interrogativi sul senso di responsabilità istituzionale e sulla reale volontà di contribuire a un cambiamento concreto nei territori.

L’associazione ha precisato che le amministrazioni comunali che non approveranno il Manifesto entro i termini stabiliti si collocheranno di fatto fuori dal percorso condiviso, segnando una mancata volontà di proseguire nell’impegno per la valorizzazione del proprio borgo. Il percorso, tuttavia, continuerà con i Comuni che aderiranno formalmente al Manifesto, dimostrando concretezza, partecipazione e condivisione degli obiettivi. Il convegno nazionale a Roma è previsto entro la fine del 2025, o al più tardi a gennaio 2026. Sarà in quella sede che le proposte contenute nel Manifesto verranno presentate alle istituzioni parlamentari, con il sostegno dei Comuni che avranno scelto di essere protagonisti di una nuova agenda territoriale.

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