In vista delle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre, l’Associazione di amicizia politica Argomenti 2000 Calabria ha inviato una lettera aperta ai tre principali candidati alla presidenza della Regione: Roberto Occhiuto, Pasquale Tridico e Francesco Toscano. Il documento, dal tono fermo e rispettoso, affronta con chiarezza e profondità alcuni dei nodi strutturali che continuano a segnare negativamente il destino della Calabria.

A colpire, anzitutto, è l’amara constatazione di come, ancora una volta, i calabresi siano chiamati alle urne in anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato elettorale. Una circostanza che si ripete ciclicamente nella storia politico-istituzionale della Regione, interrompendo progetti amministrativi appena avviati e alimentando un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni. La lettera ricorda, con rispetto e commozione, l’esperienza della compianta presidente Jole Santelli, la cui prematura scomparsa ha segnato profondamente la politica regionale.

Ma il cuore del documento è un invito pressante ad affrontare con serietà e visione, alcune priorità non più rinviabili: declino demografico, dissesto finanziario degli enti locali, sanità, occupazione giovanile, qualità della vita e contrasto alla criminalità organizzata.

I dati del Censimento permanente della popolazione pubblicati dall’Istat lo scorso aprile offrono un quadro preoccupante: -8.042 residenti nel solo 2023, con un saldo naturale negativo e un’emorragia migratoria interna che continua a svuotare la Regione. Le nascite sono crollate a circa 13.000, un terzo in meno rispetto all’inizio del millennio. Di fronte a questa realtà, l’Associazione chiede ai candidati quali politiche intendano mettere in campo per sostenere le famiglie, incentivare la natalità e fermare l’emigrazione giovanile.

Altro nodo cruciale è il crescente numero di Comuni in stato di dissesto finanziario. Un fenomeno che, secondo la Corte dei conti, non è più episodico ma strutturale. Argomenti 2000 sottolinea come questa fragilità si traduca in inefficienza amministrativa, povertà di servizi sociali e culturali, con un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini. Tra gli esempi citati, la carenza di politiche culturali e il progressivo abbandono del sistema bibliotecario calabrese.

La lettera solleva poi interrogativi sulla reale capacità della Regione di sostenere la voglia di fare impresa, soprattutto tra i giovani. “Creare lavoro significa cambiare il volto dell’economia calabrese”, si legge nel testo, che invoca una svolta: più cultura del lavoro, contrasto all’evasione fiscale e valorizzazione delle competenze.

Non manca un riferimento deciso al tema sanitario, da sempre centrale nel dibattito pubblico calabrese. L’Associazione ribadisce la necessità di strutture efficienti, personale qualificato, abbattimento delle liste d’attesa e riduzione dei “viaggi della speranza”. A farne le spese, infatti, è la fiducia dei cittadini in un sistema che troppo spesso li costringe a cercare cure fuori regione.

Infine, un monito chiaro sul fronte della legalità. Argomenti 2000 denuncia la sottovalutazione del fenomeno mafioso, sempre meno presente nel dibattito pubblico e spesso assente dalla narrazione politica e mediatica. “Né la stampa né la politica possono cedere a questo silenzio”, afferma con decisione la lettera, richiamando tutti a un dovere di vigilanza democratica.

Il documento si chiude con un appello rivolto non solo ai candidati, ma a tutti i calabresi: ritornare a partecipare attivamente alla vita politica e sociale del territorio. Un invito che non si limita al momento del voto, ma che si estende alla quotidianità vissuta negli uffici pubblici, nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nei luoghi di lavoro. “Da cittadini siamo chiamati a dare in diversi modi il nostro contributo in questo tempo”, si legge, “partendo dalla partecipazione al voto”.

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