A 35 anni dalla sua tragica uccisione per mano della ‘Ndrangheta, Bovalino ha reso omaggio al brigadiere Antonino Marino, medaglia d’oro al valor civile “alla memoria”, assassinato il 9 settembre 1990 in un agguato mafioso mentre si trovava con la famiglia nel suo paese d’origine.

La cerimonia si è svolta nella piazza a lui intitolata, dove è stata deposta una corona d’alloro alla presenza dei suoi familiari, delle autorità civili, militari, religiose e giudiziarie della provincia. Tra i presenti, anche il comandante della Legione Carabinieri Calabria, Generale Riccardo Sciuto, che ha sottolineato il valore umano e professionale del sottufficiale caduto.

“Noi abbiamo il dovere di coltivare la memoria di un eroe che è stato anche un padre esemplare, un marito amorevole, un uomo e un carabiniere intelligente e coraggioso», ha dichiarato Sciuto. «Questa combinazione tra intelligenza e coraggio dà fastidio ai criminali, dà fastidio a chi distrugge questo territorio”.

A seguire, è stata celebrata una messa in suffragio dal vescovo di Locri, mons. Francesco Oliva, che ha invitato a non dimenticare il sacrificio di Marino come simbolo di una lotta alla criminalità che passa anche dalla memoria collettiva.

Antonino Marino, profondo conoscitore della criminalità organizzata calabrese, aveva svolto incarichi delicati come comandante della Stazione dei Carabinieri di Platì, partecipando a importanti indagini su sequestri di persona e traffici illeciti. La sera dell’agguato si trovava a Bovalino Superiore per la festa patronale quando fu colpito a morte da un sicario, approfittando della confusione dei festeggiamenti.

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