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Questa è la notte giusta per ritornare nella mia foresta… Uscire dalla pianura in cui mi trovo per ripercorrere quella stradina solo a me nota, che mi porta tra i miei alberi che da tempo, impazienti, aspettavano il mio ritorno. Qui, tra loro, ho cominciato a respirare un’aria nuova, più ossigenata e fresca. Accarezzo i tronchi alti che bucano il cielo, e tra loro ci sono anch’io, radicato nella mente e nel corpo, in quell’humus naturale che mi appartiene da sempre. La foresta è il mio “altrove”, l’ho sempre saputo, da piccolo, da grande ed ora da uomo maturo, ho capito che sono assetato di “altrove”. Questo mi ha sempre salvato, in ogni momento del mio vissuto! Ho cercato il lupo nella foresta, e lui guardandomi con occhio amico ha cominciato a dialogare con l’altro lupo che ha visto dentro di me. Poi, assieme, si sono presi per mano ed hanno cominciato a camminare seguendo quel filo invisibile all’umano, ma che diventa strada sicura per chi si affida a quell’istinto naturale che ci fa leggere tutto ciò che accade intorno a noi: come si chiama? … Percezione, una qualità necessaria per chi vuole andare lontano.

I due lupi sono scomparsi nel folto della mia foresta, e sicuramente sapevano dove andare. Una leggera brezza intanto portava con sé piccole folate di tenue nebbiolina, che piano piano sfumava le sagome degli alberi che abitavano l’anima di questo luogo incantato. Questo “luogo incantato” ce l’ho dentro dalla nascita, e tra gli alberi alti e fieri, ben radicati al suolo, ma che con le loro cime bucano il cielo, ci sono e ci sarò sempre anch’ io. Ah! Dimenticavo di dire che ho sentito un ululato di gioia proveniente da lontano, dal cuore della mia foresta… Sicuramente il lupo che era dentro di me gridava la sua felicità, perchè il lupo incontrato era una femmina, che in questo momento cammina sicura accanto a lui, protetta, senza più paura, per affrontare quel percorso di vita spesso difficile ed insicuro. Sto raccontando un sogno? Forse, ma non sono tanto sicuro che sia un sogno. Intanto lo sto vivendo questo sogno, e quando all’alba mi sveglierò vi saprò dire tutto il resto. Per ora ciao e alla prossima volta, se nel frattempo sono riuscito a farvi leggere il mio messaggio. Dimenticavo di dirvi ancora che in questo sogno potremmo starci tutti, pensateci. Forse ne vale la pena, una vita a colori e piena di emozioni è sempre meglio di una vita in bianco e nero.

Giuliano Zucco nasce a Taurianova nel 1945, dopo la Maturità Classica, frequenta a Firenze e poi a Roma la Facoltà di Architettura. Dopo un “iter” formativo nelle città di Firenze, Roma, Milano e Venezia, durante il quale matura ed affina il suo talento artistico ottenendo unanimi consensi di critica e di pubblico, gli viene conferita nel 1972 la Cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Siderno (RC).
Partecipa attivamente a numerose mostre collettive, estemporanee e organizza mostre personali in varie città italiane. Numerosi sono i premi ottenuti.
