Oggi 23 agosto, in occasione del giorno alla memoria annuale dei tre santi patroni eremiti di Gerace, Madre Mirella Muià, custode dell’Eremo dell’Unità al Borgo ha ripreso una lettera, indirizzata a Gerace scritta per la solennità dell’Assunta di due anni orsono. La lettera- riflessione ancora oggi ha lanciato un’eco di spiritualità che si espanso sulla comunità.

“Veneranda, Antonio “del castello”, e Giovanni “Ieiunio”, tre santi eremiti che non sono solo figure storiche, ma – scrive Suor Mirella – rappresentano un patrimonio spirituale che continua a guidare e ispirare la comunità calabrese.
Il monachesimo, che affonda le radici nei primi secoli dopo Cristo, rappresenta un patrimonio prezioso per la Chiesa di Calabria e per l’intera cristianità. I monaci che si stabilirono sulle montagne geracesi provenivano da terre lontane come l’Egitto, la Siria la Cappadocia, la Grecia. Questi pellegrini di fede hanno seminato la loro presenza profetica, creando un’eredità spirituale che ha resistito al passare del tempo.
Il monachesimo eremitico, di cui i tre santi di Gerace sono emblematici, non è semplicemente un’istituzione religiosa, ma una vocazione a vivere intensamente il battesimo cristiano. È un invito a tutti noi a riscoprire l’essenza della nostra fede, non attraverso le figure storiche dei cavalieri normanni o dei conquistatori spagnoli, ma attraverso l’esempio di questi santi che hanno dedicato la loro vita alla preghiera e alla ricerca della verità.
La grotta di sant’Antonio, situata sotto il castello, rappresenta l’idea di accoglienza che permea la vita eremitica. In questo luogo, non ci sono porte a chiudere, ma un’apertura verso il mondo. Qui, chiunque ha bisogno di ascolto trova rifugio, e ogni pellegrino può trovare conforto. Questo concetto di apertura è centrale nella vita di Giovanni Ieiunio, che mediante il suo digiuno ha cercato di condividere la sofferenza dei poveri.
Il richiamo a risvegliarsi e a riconoscere questi santi – continua Suor Mirella Muià – come i veri padri della nostra fede è un invito attuale, necessario in un’epoca segnata da molteplici sfide. Per troppo tempo, la memoria di Veneranda, Antonio e Giovanni è scivolata nel dimenticatoio, riducendoli a semplici figurine religiose. È tempo di riscoprire queste figure non come vestigia del passato, ma come modelli di vita che illuminano il nostro presente.
L’eremita vive in una solitudine che, lungi dall’essere un ritiro disconnesso, è una ricerca attiva di comunità. Infatti, coloro che vengono accolti da un eremita formano una ‘famiglia’ spirituale. Quest’idea di fratellanza trascende confini geografici e pregiudizi sociali, creando un legame che, sebbene invisibile, è straordinariamente potente.
Questa celebrazione e riflessione ci invitano a guardare all’altare dell’unità nella nostra cattedrale non solo come a un luogo sacro, ma come a un segno tangibile della nostra chiamata a formare una comunità coesa. La santità di cui i nostri santi patroni sono stati testimoni deve spingerci a oltrepassare i confini del nostro ego e a coltivare una vera comunione.
Oggi, in questo giorno di festa, ricordiamo che i nostri santi patroni non sono assenti. Essi continuano a fluire come – conclude la lettera ai geracesi – un fiume carsico nella nostra vita quotidiana. La loro memoria vive in noi, e sta a noi permettere che emergano, risvegliando in noi la profonda identità cristiana di cui siamo eredi. Concludendo, la comunità di Gerace è chiamata a riscoprire e rinnovare il proprio legame con la tradizione spirituale dei suoi santi patroni, per costruire un futuro luminoso e unitario, fondato sulla vera essenza del Vangelo.

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
