Nel cuore della Locride, dove il tempo sembra sospeso tra mare e memoria, si è tenuto un evento che ha trasformato il dolore in consapevolezza, la storia in voce viva. A ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Associazione Culturale Incipit A.P.S. ha promosso una serata intensa, dal titolo evocativo: “Guerra e Pace – Parliamo di guerra per scegliere la pace”. Un incontro che ha unito testimonianze, arte, riflessioni e poesia, per interrogarsi sul senso della memoria e sul futuro dell’Europa.

Nel nuovo Teatro della Villa Comunale di Siderno, le immagini hanno parlato più di mille parole. Le fotografie di Stefano De Angelis, maresciallo, poeta e fotografo, e veterano della guerra in Bosnia hanno aperto una ferita visiva: scatti dalla Bosnia, terra di confine e di dolore, dove l’etnia è diventata pretesto di sterminio. “La Bosnia doveva essere un campanello d’allarme per l’Ucraina”, ha detto, “quando non c’era dialogo, eravamo costretti a mandare avanti il bestiame”. Oggi, con la fotografia, racconta il silenzio che segue il rumore delle bombe, portando 54 scatti della Calabria a Roma, come segno di rinascita.

L’Assessore alla Cultura Francesca Lopresti ha aperto con parole che hanno toccato il cuore: “Come amministrazione, promuoviamo eventi di sensibilizzazione storica e culturale. Parliamo di guerra per scegliere la pace”. E in effetti, ogni immagine, ogni parola, era un grido che chiedeva ascolto.

La lettura di Olga Muià Guarnieri ha scandito il tempo della riflessione: “La guerra è la più diffusa forma di terrorismo, con il 90% di vittime civili. L’obiettivo è far diventare la guerra un tabù, e la pace non un’utopia lontana”.

Pasquale Muià, direttore della testata Incipit, e organizzatore dell’evento culturale ha condotto la serata con sensibilità e rigore, ricordando che “. . . la fine della guerra è stato un periodo di rinnovamento culturale. Oggi nel mondo ci sono 56 conflitti attivi. La terza guerra mondiale fatta a pezzi, così la definisco”.

Le voci dei relatori si sono intrecciate in una tavola rotonda che ha scavato nel passato per comprendere il presente. Il professor Franz Foti ha parlato di disumanizzazione e sofferenza: “Nessuno vuole affermare la verità. Il genocidio era già nella mente. Chiunque lo compia è disumano. Oggi 35 milioni soffrono nel mondo, molto più dei dati ISTAT. L’accesso ai beni primari è diventato un privilegio. La Costituzione, il voto alle donne, la libertà di stampa: conquiste nate dal dolore”.

Giuseppe Romeo docente universitario, osservatore acuto e specializzato nell’analisi geopolitica degli eventi che accadono nel mondo ha posto una domanda cruciale: “Di che Europa stiamo parlando? La guerra resta un sistema politico basato sulla forza. L’Italia ha subito più danni della Germania, eppure la memoria vacilla. La prospettiva storica non è un lusso, ma una necessità”.

Il professor Vincenzo De Stefanis, presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Sez. RC, deputato per la Storia Patria della Calabria ha riportato la voce del Sud, ricordando la strage di Casignana, dove i contadini furono uccisi dai fascisti. “La Calabria è una stampella del nord, ma resta povera di risorse. Da medico, mi duole dire ai pazienti: andate al nord a curarvi”. Una migrazione che continua, una ferita che non si rimargina.

Il professor Gianfranco Ozzimo ha denunciato la scarsità di ore dedicate alla storia nelle scuole, ma ha anche lodato la sensibilità dei giovani: “Mostrano rabbia e voglia di capire. Non possiamo imporre una sola visione. Dobbiamo offrire documenti, farli pensare con spirito critico”.

Il Sindaco di Siderno Mariateresa Fragomeni ha chiesto ai leader politici di tutelare la sicurezza come sinonimo di pace. “Prima gli italiani” è uno slogan vuoto. Solo la memoria può evitare di ripetere gli errori del passato. “Dobbiamo insistere con la cultura, far capire ai giovani cosa è accaduto e cosa si è vissuto”.

La poetessa Emilia Fragomeni ha commosso con versi che parlano di partenze da una Siderno abbandonata, di anime svuotate. «La poesia è un urlo di rabbia, una luce contro l’indifferenza» sostiene fermamente. Oggi rilanciamo l’Associazione “Il Corimbo, amici della poesia”, fondata da Montale, per combattere l’oblio e ridare voce alla bellezza. La poetessa ha letto una sua poesia dal titolo “Ascoltate uomini!”.

Emma Serafino, garante dei diritti dei bambini, ha ricevuto un saluto speciale, ricordando che la pace è anche inclusione.

Franz Foti ha ricordato Gaza: “Molti colleghi sono morti. Oggi tutto ciò che è diverso è censurato. Volevamo solo scrivere la verità. Ricordiamo l’articolo scomparso sull’attacco al genocidio, firmato da chi coniò quel termine”.

La serata si è chiusa con la poesia “Guerra è Pace” di Raffaele Nicolella, membro del Direttivo dell’Associazione Il Corimbo, duettata tra Francesco Origlia, giovane della Scuola Cinematografica della Calabria e dall’attrice genovese Nicole Comes. Un convegno che ha lasciato il segno, come un paletto nel petto, ma che ha scelto di trasformare il dolore in consapevolezza, e la memoria in futuro. Perché, come scrisse Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo.

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