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All’inizio c’era un giovanissimo Ruggeri con Polvere cantata nel 1983. Tutti ricordano il basso e la voce in falsetto di Schiavone con un giovane Enrico con gli occhiali Carrera che instancabilmente chiosava alla fine un “non mi cercare che non mi riconoscerai”. E ancora, qualche anno prima c’era un giovane Vecchioni che in un Sanremo del ’73 cantava dell’uomo che si gioca il cielo a dadi e infine in “per un vecchio bambino” implorava che “una domenica le carte, le scommesse e i sogni vennero a dirti lo lasciamo. Ed io con tutte le parole che in vita ho scritto pianto e so non li ho convinti a dire no”. E poi ci sono romanzi che servono come bussola per l’alto mare aperto delle lettere, senza i quali non si possono capire e comprendere meglio romanzi di alto sentire come quello di Pasquale Allegro. E sia le bussole che le navi a volte sono destinati non a trovare ma ad essere trovati dall’animo del lettore sensibile e attento. È quello che succede tra le righe di “Se ritieni che sia giusto” scritto proprio da una penna accorta e filosofica, fine come quella di Allegro.Pasquale è un professore di Filosofia, che sgobba tra le difficoltà del precariato e la severità e l’umanità degli insegnamenti di una materia importante. Una simpatica nuvola in calzoni che risiede a Vibo ma il cui cuore è a Bova Marina, paese d’origine della madre. Il suo romanzo è valso una menzione nelle pagine del Corriere della Sera nell’inserto ”La lettura” del N. 713 del 27 luglio 2025 in un articolo a firma di Simone Innocenti a pagina 21 dell’inserto.

Quando ho letto le sue pagine ho pensato che il suo romanzo è una carezza. E lo è per via della sensibilità della trama affrontata. Un nostos sentimentale del suo protagonista alla ricerca di un rapporto affettivo verso un padre austero e defunto. In un monologo e in un gioco di fede back che ripercorre le trame del mito di Telemaco e del migliore Amleto metafisico. Una trama impegnativa che scorre in un filone giallo- romantico, che è un po’ noir e un po’ nouvelle vague. Insomma, un romanzo di un certo tenore introspettivo e metafisico, dove l’amore vince sull’odio e sulla morte, dove le trame generazionali sanno trovare il senso dell’affetto e anche della ragione verso il superamento titanico del conflitto freudiano col padre, cui tutti facciamo i conti.
Crescere da soli non è semplice, è uno sforzo degno della lotta ai titani e questo Pasquale Allegro lo sa bene nei tempi che oggi viviamo, ove le famiglie sono contenitori sempre più vuoti e nemmeno vi è spazio per il conflitto. Perché si sa, malgrado tutto, anche il conflitto è una forma di dialogo. Il parricidio metafisico della crescita individuale, sia che si abbia a che fare con padri esemplari o austeri, è sempre una sofferenza del sé che va metabolizzata nel viatico della vita. Compito dell’uomo è saper cercare l’affetto e l’amore nel mare di Mnemosine, il mare dei ricordi di un padre che non c’è. E nel romanzo di Allegro questa presenza di una assenza, giganteggia come il fantasma del padre di Amleto, ma senza vendetta, nel ricordo di un amore perduto e di un senso di verità, affetto e giustizia.

Il protagonista di “Se ritieni che sia giusto” vaga alla ricerca della verità della morte di questo padre austero, tenuto dal filo di Arianna di un amore che non c’era, ma pure è presente. È un romanzo sociale, che aiuta tutti noi a crescere e a fare i conti con i nostri padri e noi padri e fare i conti con i figli. Un argomento difficile in un superamento o meglio di una “super-azione” dell’inespressività di un figlio che pure conserva l’amore per un padre rigido e violento come le nostre realtà. Alla fine forse il protagonista riuscirà a fare i conti col proprio leviatano interiore e a vincere il mostro del trauma come fece Giove con suo padre.Allegro andrà lontano, se le circostanze, i lettori e un’Italia più colta gli saranno favorevoli. Intanto, non possiamo che esprimere la nostra gratitudine per la sua presenza lo scorso 13 agosto presso la Biblioteca Comunale di Bova Marina e per le sue righe che hanno illuminato il nostro buio interiore e l’intera serata bovese, durante la quale è stata riconosciuta la tessera Thétis a tre persolità di spicco nel mondo della cultura bovese.

La tessera Thétis come Socio alla Memoria al compianto prof.re Franco Tuscano è stata consegnata alla famiglia. Sono stati tesserati come Soci Onorari il prof. re Elio Cotronei e lo scrittore Antonio Mauro. Franco Tuscano, profondo studioso e ricercatore di greco antico, esempio di intellettuale che ha sfidato l’omologazione distruttiva della globalizzazione. Spesosi fino all’ultimo istante per divulgare l’antica lingua di Calabria ideando corsi e progetti, con l’intento di diffondere e salvare il patrimonio linguistico e culturale della Bovesìa. Elio Cotronei, importante figura di riferimento nel settore giornalistico grecanico e figura di primo piano del Terzo Settore bovese, fondatore del gruppo associativo bovese dell’UTE-TEL-B che annovera numerosi artisti e scrittori. Con la testata giornalistica DeliaPress ha fatto da collante comunicativo sulle attività politiche, storiche e culturali di ogni paese grecanico, abbattendo i confini e le chiusure tra paesi. Collaboratore instancabile di ogni buona realtà culturale e associativa bovese, specie se ha avuto come centro propulsore i giovani. Antonio Mauro, esponente di spicco del Partito Comunista bovese, ha partecipato alle lotte del movimento contadino e, durante il suo periodo di emigrazione milanese, ha preso parte alle lotte del movimento operaio.

Ritornato a Bova Marina si è profuso in una serie di pubblicazioni storiche, testimonianze politiche bovesi, divenendo scrittore dallo stile semplice ma attento ed efficace. Gli scritti di Mauro sono un prezioso materiale storico per l’interpretazione storiografica del pensiero politico marxista nell’Area Gracanica durante le fasi concitate e critiche della nostra prima Repubblica.
L’intera serata è stata intervallata dalla voce di Maria Movilia. Attrice teatrale e Socia Onoraria Thétis, ha curato egregiamente le letture, conducendo il pubblico al cuore del romanzo con trasporto e sincera emozione.
Un prezioso contributo è stato dato anche da Giorgiana Petrache, volontaria del Servizio Civile Universale presso la Pro Loco Bova Marina ETS, in collaborazione con l’associazione Thétis APS a seguito di un Patto d’Intesa, secondo i principi di collaborazione, sostenibilità e rigenerazione sociale.

Domenico Principato è nato il 19.05.1985, fossatese di origine, si è laureato in legge con due tesi sulle consociabilità storiche e moderne e sulla rivisitazione della legge Spadoni Anselmi. Già giovane scrive il romanzo Parole d’assalto e inizia l’attività di Terzo Settore con i Fossatesi nel mondo, occupandosi di cultura. Vive da quattro anni a Bova Marina, dove collabora con l’Associazione socio-culturale Thétis APS. Ritornato in Calabria dopo tre anni di pubblica amministrazione nel Nord Italia, lavora a Reggio Calabria sempre nella p.a. . Si occupa di storia, saggistica, sviluppo sociale dei paesi in via di spopolamento e continua nella ricerca sulle consociabilità meridionali. È impegnato nel diffondere la cultura in genere.
