Il libro di Sara Lucaroni “La destra e le donne. Da Mussolini a Giorgia Meloni”, edito dalla Compagnia editoriale Aliberti, offre un’analisi approfondita e provocatoria del rapporto tra potere politico e genere all’interno dei partiti conservatori e reazionari in Italia, spaziando dal fascismo al post-fascismo e all’era Berlusconi. Lucaroni mette in luce come, sebbene il regime fascista abbia penalizzato le donne in ogni ambito, il loro ruolo come manodopera a basso costo fosse tutt’altro che trascurato. La narrazione storica è avvincente e pone interrogativi attuali, esplorando se l’attuale leader di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni, rappresenti veramente un segno di emancipazione femminile.

La giornalista e scrittrice affronta questioni cruciali: “Perché la tradizionale mascolinità epica ed eroica dei capi di destra ed estrema destra a un certo punto viene rappresentata da una donna?” Lucaroni offre una risposta incisiva, mostrando come il patriarcato, spesso inconsapevolmente, svaluti le emozioni e le opinioni delle donne, mentre la libertà femminile viene percepita come una minaccia al dominio maschile.

Il regime fascista non solo legiferò l’inferiorità delle donne, concepite come madri e custodi della casa, ma costruì un’immagine della femminilità che le relegava a ruoli subordinati. Le citazioni nel libro sono illuminanti: si legge che le donne dovevano “obbedire, badare alla casa, mettere al mondo dei figli e portare le corna”. Questa mentalità è emersa anche in commenti contemporanei, come quello di Ignazio La Russa sul talento di Meloni, riducendolo a una mera opinione basata sul suo genere.

L’utilizzo del protagonismo femminile nei partiti di destra, come viene descritto nel volume, è visibile sin dagli anni ’90 con la nascita di Forza Italia. Qui, il merito delle politiche viene spesso mescolato con considerazioni sull’aspetto fisico, una strategia fortemente segnata dall’eredità di Silvio Berlusconi. Secondo Lucaroni, questa ipersessualizzazione gioca su uno schema che riporta alla concezione sessuata della politica di Mussolini.

Il fenomeno del femonazionalismo è un altro tema centrale del libro, dove si analizza come nazionalismo e xenofobia si mescolino a un falso senso di femminismo. “È molto efficace una donna che addita e spiega il pericolo per tutte: lo straniero”, afferma Lucaroni, evidenziando come il governo attuale leghi il problema dei femminicidi all’immigrazione illegale, rafforzando l’immagine di una leader donna come protettrice della comunità.

Questo libro è non solo una lettura interessante anche per coloro che vogliono capire gli attuali meccanismi di potere, ma rimane una memoria attiva su ciò per cui le donne hanno lottato nel passato, ricordando le donne della Resistenza e del movimento femminista. Dal mito di Mussolini al grande amatore, al matrimonio con Ida Dalser, passando per figure contemporanee come Ursula von der Leyen e Angela Merkel, Lucaroni offre un quadro complesso e sfaccettato della dinamica di genere nella politica italiana.

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