Una serata di riflessione storica e civile attende il pubblico di Caulonia l’8 agosto 2025, quando, alle ore 21:15, presso il Lido Mustache sul lungomare della cittadina jonica, si terrà un incontro sul libro “La Repubblica rossa di Caulonia. Uomini in rivolta” di Ilario Amendolia. Ad affiancare l’autore ci sarà la filosofa Donatella Di Cesare, che ha firmato la prefazione dell’opera e dialogherà con Ammendolia in un confronto che ha l’obbiettivo di restituire profondità e attualità a una vicenda ancora poco conosciuta della storia del Novecento meridionale. Il volume, frutto di una ricerca tra fonti storiche, testimonianze orali e documenti d’archivio, ricostruisce l’esperienza della breve ma intensa “Repubblica rossa” proclamata a Caulonia nel marzo del 1945 dal sindaco-comandante socialista Pasquale Cavallaro. Un episodio di rivolta contadina e autogoverno che durò appena cinque giorni, ma che segnò profondamente la memoria politica e sociale della regione. “Raccontare quella ribellione oggi – afferma Ammendolia – significa interrogarci sulle ragioni dell’ingiustizia sociale e sul ruolo della memoria storica nelle nostre comunità”.
Donatella Di Cesare, tra le voci più autorevoli del pensiero filosofico contemporaneo, sottolinea nella sua prefazione come il libro “non sia solo una narrazione del passato, ma anche una lente per leggere i conflitti irrisolti del presente”.
Ilario Ammendolia racconta la Repubblica Rossa di Caulonia, proclamata il 6 marzo 1945, in un clima di liberazione ed effervescenza, quando al Nord le brigate partigiane cominciavano già a scendere nelle città per l’ultima battaglia contro i nazifascisti, mentre il Sud libero muoveva i primi passi per superare il vecchio ordine. È in un tale periodo di passaggio, scandito da speranze e timori, attese e inquietudini, che si staglia la rivolta di Caulonia. Cinque giorni circa durò la Repubblica Rossa. Il 10 marzo ebbe inizio la spedizione compiuta da carabinieri e forze dell’ordine, pilotati dal Ministero dell’Interno. Il territorio ampio venne setacciato contrada per contrada fin quando, tra scontri e brutali repressioni, i rivoltosi di Caulonia dovettero arrendersi. Due anni dopo, il 23 giugno 1947 si aprì al Tribunale di Locri uno dei più grandi processi politici del dopoguerra: gli imputati per banda armata erano ben 365. Solo pochi, tra cui il sindaco comunista Cavallaro, scontarono anni di carcere. Gli altri furono liberati grazie al provvedimento di amnistia voluto da Togliatti l’anno precedente. Ma la pena più dura, oltre allo scacco in sé, fu la rimozione, la condanna all’oblio di questa storia, insieme alla diffamazione postuma. Così i vinti potevano essere sconfitti ulteriormente e, sempre di nuovo, grazie al discredito gettato su di loro, alla denigrazione, all’oltraggio. Quei mulattieri, quei caprai, quei falegnami erano gente di ’ndrangheta, figli di briganti, banditi per vocazione, malavitosi. A Caulonia non c’era stato altro che una rivolta di ’ndrangheta, di cui vergognarsi e perciò da rimuovere. Ma come stanno le cose? Che cos’è successo davvero? Le domande si affastellano, gli interrogativi sono più complessi di quanto si possa pensare. Ammendolia li indica in queste pagine con chiarezza e invita a riflettere sui tanti lati oscuri così come pure, però, sulle evidenze denunciando con forza la criminalizzazione di una rivolta cui va riconosciuto invece un grandissimo valore politico. Saranno questi gli argomenti del confronto di tra Ilario Ammendolia e Donatella di Cesare

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
