“Non chiediamo pietà, ma giustizia, dignità, rispetto.” È questo il grido unanime che arriva dalla Federazione Nazionale Volontari di Guerra di Reggio Calabria, attraverso le parole del presidente Cosimo Paolo, che si fa portavoce delle vittime del dovere, spesso dimenticate e abbandonate proprio dallo Stato che hanno servito.

In un momento storico in cui la memoria e il riconoscimento del sacrificio di militari, forze dell’ordine e servitori dello Stato sembrano offuscarsi dietro la burocrazia e l’indifferenza, la Federazione lancia un appello forte e chiaro: “Dateci voce. Accendete una luce su ciò che molti preferiscono ignorare. Siamo donne e uomini che hanno servito con disciplina, lealtà e spirito di sacrificio. In molti – dice il presidente Cosimo Paolo – abbiamo compromesso la nostra salute, alcuni hanno riportato disabilità permanenti. Eppure, oggi, ci ritroviamo soli. Lo Stato ci ha voltato le spalle proprio nel momento del bisogno”.

Il quadro tracciato è duro, ma realistico. Secondo la Federazione, molte vittime del dovere sono riconosciute solo formalmente, senza un effettivo supporto, senza tutele adeguate, senza visibilità nei media e senza giustizia.

“Abbiamo scritto lettere, inviato documenti, raccontato le nostre storie. Ma nessuno ha risposto. Ora, uniti, chiediamo di essere ascoltati. Perché la verità non è solo un diritto: è un dovere.”

A sostegno di questo appello e per rompere il silenzio mediatico, è stato organizzato un evento pubblico che si terrà giovedì 17 luglio, alle ore 19:00, presso la Biblioteca Comunale “Gaudio Incorpora” di Locri. Sarà un momento di confronto e testimonianza aperto alla cittadinanza, alle istituzioni e alla stampa, in cui si darà voce alle storie troppo spesso ignorate di chi ha servito lo Stato con onore. L’appello è rivolto alle istituzioni, ai rappresentanti politici e ai mezzi di informazione: aprire uno spazio di confronto, ascoltare almeno una delle tante storie di chi ha sacrificato tutto per il bene collettivo, dare voce a chi oggi non ce l’ha più.

“Non vogliamo compassione. Vogliamo rispetto. Vogliamo che chi ha servito lo Stato non venga dimenticato dallo Stato stesso.”

Con parole semplici ma incisive, il presidente Cosimo Paolo sollecita una riflessione che va oltre la retorica delle commemorazioni: riconoscere concretamente il valore di chi ha servito la Repubblica, anche – e soprattutto – quando il dovere ha lasciato cicatrici indelebili.

error: Non salvare ma condividi