Sarà un pomeriggio all’insegna dell’inclusione e della condivisione quello di mercoledì 9 luglio, quando la sala della Biblioteca “G. Incorpora” di Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, accoglierà la comunità per raccontare un’esperienza che ha lasciato il segno. Alle 17:30 si terrà la presentazione dei risultati finali di “Tocca a me”, un progetto che ha dato voce e spazio a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 40 anni con disturbo dello spettro autistico e altre disabilità con bisogni complessi.

Il progetto è stato sviluppato nell’ambito della programmazione Centri Polivalenti Diffusi per giovani e adulti ed è frutto della collaborazione tra realtà del terzo settore e istituzioni locali. A realizzarlo è stata un’Associazione Temporanea di Scopo nata dalla sinergia tra Eurocoop Jungi Mundu e Il Filo di Arianna, in co-progettazione con gli Ambiti Territoriali Sociali di Caulonia e Locri.

Tocca a me si è distinto per la varietà e la qualità delle attività proposte: laboratori artistici, percorsi creativi, attività sportive, esperienze formative e stage in contesti reali. Ma la forza del progetto non risiede soltanto nella proposta educativa: al centro c’è l’ascolto, la partecipazione attiva e il coinvolgimento diretto delle famiglie.

Un ruolo fondamentale è stato svolto dai gruppi di Auto Mutuo Aiuto, che hanno permesso ai genitori di confrontarsi, condividere esperienze e sostenersi reciprocamente, creando una rete di solidarietà e consapevolezza.

Alla presentazione interverranno rappresentanti istituzionali, specialisti del settore socio-sanitario e i protagonisti del progetto, ragazze e ragazzi che racconteranno in prima persona le loro esperienze, i loro progressi e le loro emozioni. Sarà un’occasione non solo per rendicontare ciò che è stato fatto, ma anche per riflettere sull’importanza di creare spazi realmente inclusivi, capaci di valorizzare ogni individualità.

Tocca a me rappresenta un modello virtuoso di co-progettazione territoriale, in cui istituzioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore lavorano insieme per costruire opportunità concrete per le persone più fragili. L’auspicio è che questo percorso possa continuare e, soprattutto, essere replicato in altri contesti, contribuendo a un cambiamento culturale che metta al centro la dignità, il talento e le potenzialità di ciascuno.

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