Sara Rattaro torna in libreria con Due cuori in tempesta (Sperling & Kupfer, 2025), un romanzo che scava con sensibilità nell’animo adolescenziale, restituendo al lettore una storia intensa, commovente e sorprendentemente luminosa. Protagonista è Mia, sedici anni, un’adolescente spezzata dalla perdita improvvisa del padre, vigile del fuoco, morto in servizio. Da quel giorno, la sua vita si ferma: abbandona il nuoto, le amicizie, ogni contatto col mondo.

Ma sarà l’incontro con Giovanni, un giovane fotografo solitario e riflessivo, a innescare una trasformazione lenta e profonda. In un’officina abbandonata, luogo di silenzi e ricordi, i due ragazzi iniziano a condividere dolori e fragilità. Insieme, troveranno il coraggio di tornare a vivere.

Con uno stile asciutto, delicato ma mai superficiale, Rattaro affronta temi complessi come il lutto, l’elaborazione della perdita e la resilienza emotiva. La sua penna, già apprezzata per la capacità di raccontare l’universo femminile e le sue contraddizioni, si conferma qui perfettamente calibrata per un pubblico giovane ma anche adulto.

Sara Rattaro è una delle voci più amate della narrativa contemporanea italiana. Originaria di Genova ha una formazione inaspettata per una scrittrice: una laurea in Biologia (1999) e una in Scienze della Comunicazione (2009) presso l’Università di Genova.

Nonostante l’etichetta young adult, Due cuori in tempesta è un libro che parla a tutte le età: chiunque abbia attraversato un dolore profondo può riconoscersi nei silenzi di Mia, nell’empatia di Giovanni, nei piccoli gesti che, giorno dopo giorno, costruiscono la possibilità di una rinascita.

La critica ha accolto il romanzo con entusiasmo: viene lodata la sincerità con cui l’autrice affronta il disagio adolescenziale, senza mai scivolare nel pietismo, e l’abilità nel costruire una trama semplice ma emotivamente densa. Anche i lettori, online e in libreria, parlano di un libro “che ti scuote e ti abbraccia allo stesso tempo”.

Due cuori in tempesta è, in definitiva, un racconto sull’amore – non solo romantico, ma anche quello che salva, che ascolta, che resta – e sull’importanza di non smettere mai di credere nella possibilità di ricominciare, anche quando tutto sembra perduto.

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