In un tempo in cui la scuola è chiamata a rispondere sempre più alle sfide dell’inclusione, la musica si rivela uno strumento potente, capace di unire, valorizzare le differenze e creare spazi di apprendimento realmente accessibili a tutti. A parlarne con competenza e passione è Mary Sgrò, teologa, educatrice, pedagogista, musicista, direttrice di coro e insegnante specializzata nel sostegno didattico. Il suo nuovo libro – frutto della sua tesi di laurea in Didattica della Musica, conseguita con il massimo dei voti al Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria – affronta un tema quanto mai attuale: il ruolo della musica nella didattica inclusiva, quella modalità di insegnamento che mette al centro la persona e i suoi bisogni, anziché i limiti.

Il cuore del lavoro di Sgrò è l’idea che ogni alunno abbia caratteristiche uniche che vanno riconosciute e valorizzate attraverso strategie educative personalizzate. In questo contesto, la musica non è solo materia di studio, ma diventa linguaggio universale, strumento di espressione, relazione e crescita.

L’autrice approfondisce in modo chiaro e accessibile i concetti di BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), proponendo una visione positiva e proattiva: non etichette o categorie statiche, ma punti di partenza per costruire un insegnamento capace di parlare a tutti e di includere davvero.

“Scrivere questo libro – racconta Mary Sgrò – è stato per me un modo per mettere a disposizione degli altri le conoscenze maturate nel mio percorso, ma soprattutto per offrire uno strumento semplice, utile, alla portata di chi ogni giorno lavora nelle scuole e crede in una scuola che accoglie, che ascolta, che costruisce”.

Con uno stile diretto, mai accademico o autoreferenziale, l’autrice condivide riflessioni, proposte e spunti concreti per un uso consapevole della musica nella didattica quotidiana. Il risultato è un volume che parla agli insegnanti, ai genitori, agli educatori, ma anche a chi guarda alla scuola come motore di cambiamento sociale.

Più che un manuale, quello di Mary Sgrò è un atto d’amore verso la scuola. Un piccolo ma significativo contributo alla costruzione di una comunità educativa che non esclude, ma abbraccia che non impone, ma accompagna. Una scuola dove la musica non è solo una disciplina, ma uno spazio in cui ciascuno può ritrovare la propria voce.

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