In un mondo che corre veloce e dimentica, ci sono gesti che continuano a scandire il tempo secondo ritmi antichi. È il caso della tosatura delle pecore, che a Cardinale, piccolo centro della Presila catanzarese, si rinnova ogni anno come rito collettivo, agricolo ma anche profondamente sociale.

Presso l’azienda agricola Mazza, tra panorami verdi e profumo di latte appena munto, si è svolta la tradizionale giornata di tosatura. Un momento che unisce la cura per gli animali alla salvaguardia di una cultura contadina ancora viva.

A guidare le operazioni è stato Nicola Mazza, giovane allevatore che ha raccolto con orgoglio l’eredità del padre. Attorno a lui si sono riuniti amici, familiari, compari e vicini: perché la tosatura, come un tempo, non si fa da soli.

Utilizzando macchinari elettrici accanto a forbici e strumenti tradizionali, i tosatori si muovono con precisione ed esperienza. Non è solo un gesto tecnico: togliere il vello in eccesso serve a proteggere gli animali durante l’estate e a ridurre il rischio di ferite causate dai rovi.

Un tempo erano le donne a lavorare la lana per realizzare corredi, coperte e vestiti. Oggi, pur con ruoli diversi, continuano a essere protagoniste. Organizzano la giornata, preparano i pasti per tutti e trasformano il momento della tosatura in un’occasione di socialità.

Il pranzo condiviso a fine lavoro è un rituale nel rituale: si mangia, si canta, si racconta. È qui che si trasmettono i valori, si rafforzano i legami e si tiene viva la memoria.

All’evento ha partecipato anche Eugenio Attanasio, regista del documentario Figli del Minotauro, accompagnato da Francesco Stanizzi della Cineteca della Calabria. Il loro intento è chiaro: documentare queste pratiche prima che scompaiano sotto il peso del tempo e dell’indifferenza.

“La tosatura non è solo un lavoro, ma un patrimonio culturale immateriale”, ha spiegato Attanasio. “È fondamentale raccontarlo, prima che venga dimenticato”.

Un tempo la lana era preziosa. Oggi è spesso considerata un rifiuto ingombrante: difficile da vendere, costosa da lavorare. Un paradosso amaro per chi ha costruito intere economie rurali su questo materiale. Eppure, la determinazione di famiglie come quella dei Mazza dimostra che resistere è possibile. Che la pastorizia non è solo nostalgia, ma una scelta di vita, sostenibile e radicata nel territorio.

La tosatura delle pecore a Cardinale è molto più di un’attività stagionale: è un rito di passaggio, un’occasione di incontro, un patrimonio vivo che racconta una Calabria autentica, lontana dagli stereotipi e vicina alle sue radici.

error: Non salvare ma condividi