Un viaggio affascinante nella storia del cinema italiano e nel profilo meno conosciuto di Corrado Alvaro, quello di sceneggiatore. È questo il cuore del volume “L’avventura del cinematografo con Corrado Alvaro / Cineromanzi 1936–1950”, presentato nei giorni scorsi presso la Libreria Mondadori di Cosenza. Curato da Pino Sassano e pubblicato con il sostegno della Cineteca della Calabria, il libro raccoglie una selezione di cineromanzi legati a film a cui collaborò il celebre scrittore calabrese tra il 1936 e il 1950. Alla presentazione, oltre a Sassano, sono intervenuti Eugenio Attanasio, Mariarosaria Donato e Domenico Levato della Cineteca, insieme al prof. Carlo Fanelli (Università della Calabria) e al giornalista Luigi Stanizzi.

Il volume documenta un fenomeno editoriale oggi quasi dimenticato: il cineromanzo, una pubblicazione a metà tra fumetto, fotoromanzo e rivista illustrata, che negli anni ’30 e ’40 consentiva al pubblico di rivivere a casa la magia del cinema. Ogni fascicolo, costruito con fotogrammi dei film accompagnati da battute e didascalie, raccontava la trama per immagini, anticipando in parte quello che sarebbe diventato il fotoromanzo di massa.

Corrado Alvaro partecipò alla realizzazione di numerosi film, molti dei quali sono stati poi trasformati in cineromanzi. Il volume ne raccoglie ventisette, da L’angelo ferito (suo primo lavoro) a titoli celebri come Casta Diva, Noi Vivi, Riso Amaro e Caccia Tragica.

Il presidente della Cineteca della Calabria, Eugenio Attanasio, ha sottolineato come l’esperienza cinematografica di Alvaro rappresenti una continuità con la sua vocazione letteraria. In alcuni casi scrisse soggetti originali (Febbre, Donne senza nome), in altri adattò testi di grandi autori: da Pirandello (Terra di nessuno) a Tolstoj (Resurrezione), da Verga (Storia di una capinera) ad Ayn Rand (Noi Vivi e Addio Kira), fino a Edmondo De Amicis, Maupassant e Alfred Testoni.

“Quello di Alvaro sceneggiatore è un volto poco noto, ma importante – ha spiegato Attanasio – e questa pubblicazione lo restituisce al pubblico attraverso un formato che unisce rigore storico e narrazione visiva”.

Durante l’incontro, Pino Sassano ha ricordato il lungo lavoro della Cineteca della Calabria nella valorizzazione del cinema legato alla regione e alle figure calabresi che hanno avuto un ruolo nella storia della settima arte. Un impegno iniziato oltre dodici anni fa con il libro su Elio Ruffo e proseguito con oltre dieci pubblicazioni.

Con questa nuova opera, si aggiunge un tassello prezioso alla ricostruzione del rapporto tra cinema, letteratura e cultura popolare italiana nel Novecento, riscoprendo un Alvaro che non è solo scrittore, ma anche autore per il grande schermo.

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