Una favola antica che diventa profezia moderna, un volo teatrale tra utopia e apocalisse: arriva a Locri “Uccelli o della Città Sognata”, lo spettacolo che riscrive Aristofane con voce contemporanea e visione poetica.

Venerdì 13 giugno alle ore 21.00, il Palazzo della Cultura si trasformerà in un crocevia immaginifico, dove migranti dell’anima, creature alate e sogni infranti si incontrano sul palco della compagnia Officine Jonike Arti, in un’opera sospesa tra incanto e disincanto.

La regia di Americo Melchionda, che interpreta anche il ruolo dell’Upupa, accompagna lo spettatore in una dimensione “altra”, dove la speranza di fondare una nuova città senza guerre né confini si scontra con le contraddizioni dell’umano. A firmare la drammaturgia è Maria Milasi, in scena nel ruolo di Thelma, affiancata da Kristina Mravcova (Louise) e dalla performer Thekla Demarco, che dà corpo e voce alla Civetta, figura corale e simbolica.

L’opera parte da Aristofane ma lo reinventa: Pisetero ed Evelpide diventano due donne, Thelma e Louise, che si incontrano per caso, una al volante di un’auto sportiva, l’altra sul suo monopattino. Legate da una misteriosa sintonia, scelgono di condividere un viaggio verso una nuova possibilità: la “Città Sognata”.

Ad accompagnarle, due satelliti GPS venduti da un ambiguo trafficante – moderna versione del gracchio e della cornacchia – e la speranza di trovare l’Upupa, figura mitica e inquietante, re del popolo degli Uccelli. Ma l’utopia è fragile: anche nel cielo rischia di replicarsi il potere, la gerarchia, la chiusura. È possibile davvero fondare una città senza confini? E cosa resta del sogno quando si scontra con la realtà?

Il testo mantiene lo stile favolistico di Aristofane ma lo innesta in una narrazione grottesca e surreale, carica di simboli e riferimenti al presente: migrazioni, confini, fallimenti personali e sociali. Thelma è un’imprenditrice rovinata, Louise un’attivista dei diritti umani. Insieme cercano una seconda possibilità in un mondo che non sembra più concederla.

La scenografia, curata dalla giovane Francesca Nocito, traduce visivamente l’universo immaginifico della pièce, tra apocalisse e speranza.

Lo spettacolo è organizzato dall’Accademia Senocrito e prodotto da Officine Jonike Arti, riconosciuta dalla Regione Calabria come Impresa di produzione teatrale. L’iniziativa è cofinanziata con risorse PSC nell’ambito dell’Avviso Pubblico per la produzione teatrale 2022–2024 promosso dal Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.

“Uccelli o della Città Sognata” si presenta come un’opera potente e necessaria, capace di parlare a tutte e tutti: un teatro che vola alto, senza dimenticare la terra.

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