Una mostra dal forte valore storico e simbolico è visitabile, fino a domenica 15 giugno, nella Sala Paolo Orsi del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. L’iniziativa, a ingresso libero, racconta la storia dell’Arma dei Carabinieri e il suo legame con il territorio reggino, in occasione del 211° anniversario della fondazione del Corpo, istituito nel 1814.

La mostra rientra nel progetto “Una storia chiamata futuro”, promosso dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, guidato dal Generale di Brigata Cesario Totaro, e si propone di ripercorrere la storia dell’Arma attraverso una selezione di documenti, stampe, oggetti d’epoca e uniformi storiche, in gran parte provenienti dalla collezione privata di Giovanni Guerrera.
L’esposizione si apre con una copia originale delle Regie Patenti con cui, il 13 luglio 1814, il Re Vittorio Emanuele I istituì il Corpo dei Carabinieri Reali. Da lì prende avvio un itinerario che attraversa oltre due secoli di storia italiana, passando per episodi emblematici come la carica di Grenoble del 1815, la Carica di Pastrengo del 1848, l’Unità d’Italia, le due guerre mondiali e le imprese eroiche di figure simbolo dell’Arma come il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, recentemente proclamato “Venerabile” da Papa Francesco.
Uno spazio speciale è dedicato alla Virgo Fidelis, proclamata Patrona dell’Arma da Papa Pio XII nel 1949, e a una ricostruzione realistica di un posto di comando da campo, con tenda, equipaggiamento, uniforme da combattimento e oggetti d’uso quotidiano dei Carabinieri Reali.

Particolarmente significativa è la sezione dedicata alla presenza dell’Arma nel reggino, curata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Reggio Calabria, diretto da Angela Puleio. I documenti esposti – datati tra il 1860 e la prima metà del Novecento – offrono uno spaccato della vita quotidiana dei militari sul territorio: dalle richieste di truppe ai lavori nelle caserme, dagli interventi durante calamità naturali alle onorificenze per atti di valore civile, come nel caso dell’alluvione a Salice o dell’incendio ad Africo. Completano l’esposizione alcune uniformi storiche fornite dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Gerace, che testimoniano l’evoluzione del vestiario e del ruolo dell’Arma nel tempo. La mostra è stata curata da Claudia Ventura, responsabile Valorizzazione del Museo Archeologico, con la collaborazione delle archiviste Cristina Brandolino e Clara Foglia.
Un’occasione preziosa per rileggere la storia dei Carabinieri attraverso il loro legame con la città di Reggio Calabria e i suoi abitanti. Una storia fatta di sacrificio, dedizione e fedeltà, “nei secoli fedele”, come recita il motto araldico dell’Arma.

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