Si è svolta con partecipazione e successo la seconda edizione del Festival dell’Arte e della Legalità, che ha trasformato il suggestivo centro storico di Zagarise in un palcoscenico diffuso di cultura, impegno civile, bellezza e condivisione. Più di 120 artisti, provenienti dalla Sicilia e da tutte le cinque province calabresi, hanno animato per un intero fine settimana il borgo montano della Presila Catanzarese, dando vita a un evento che ha coniugato l’arte alla memoria e al valore della legalità.

Il tema di quest’anno, “Cento passi di legalità, cento lavori artistici”, ha voluto rendere omaggio alla figura di Peppino Impastato, il giornalista di Radio Aut ucciso dalla mafia per il suo coraggio e la sua voce libera. Ma un tributo speciale è stato anche dedicato alla memoria del Procuratore Nazionale Aggiunto Emilio Ledonne: lo scultore Arcangelo Pugliese, direttore artistico del festival, ha realizzato un’installazione in ferro e lamiera dipinta, donata al Comune di Zagarise e inaugurata alla presenza dei familiari del magistrato. Un ritratto pittorico, firmato da Lia Antonini, è stato invece consegnato alla famiglia Ledonne.
Oltre all’arte, il Festival ha offerto numerosi momenti di riflessione, intrattenimento e convivialità. Al Parco degli Ulivi, l’aperitivo offerto dal dott. Vincenzo Falcone ha fatto da cornice a un commosso ricordo di don Peppino Cognetti, parroco di Zagarise per quasi cinquant’anni. In Campiello Armando Diaz, trasformato in una suggestiva piazzetta veneziana, la scultura “La Vita” di Luigi Verrino – raffigurante due mani protese al cielo che sorreggono un uovo d’oro – ha catturato l’attenzione di centinaia di visitatori, diventando simbolo e metafora della rinascita attraverso l’arte.

Tra gli eventi più significativi, il convegno in Piazza dell’Emigrante su legalità, giustizia e sviluppo dei piccoli centri montani, moderato dallo stesso Pugliese, ha messo in luce l’impegno di istituzioni e artisti per un futuro sostenibile e partecipato. Parole di elogio sono arrivate dal sindaco Domenico Gallelli, che ha ringraziato tutti i protagonisti per aver trasformato il festival in un’opera collettiva di comunità e memoria.
Numerosi gli interventi istituzionali e culturali. Il giornalista e scrittore Vincenzo Bubbo ha tracciato un sentito ritratto del giudice Ledonne; il presidente della Pro Loco Salvatore Tozzo ha sottolineato il lavoro sinergico tra volontari e Protezione Civile; il direttore della Comunità per Minori di Catanzaro Massimo Martelli ha ribadito l’importanza del legame tra arte e rieducazione sociale. La dirigente scolastica Maria Brutto ha invece evidenziato il valore pedagogico dell’arte come veicolo di armonia e civiltà.

Grande emozione anche per la performance teatrale firmata dalla regista Sara Grillo, incentrata sulla figura storica di Cecilia Faragò, accusata di stregoneria. A interpretarla, la performer Stefania Napoli, arrivata da Melicucco con le sue danze sacre e orientali, simbolo di un dialogo tra spiritualità e creatività.
Spazio anche alla musica con le note del sassofonista Angelantonio Capicotto e l’energia coinvolgente del gruppo folk I Riturnanti, che ha chiuso la serata trasformando la piazza in una festa popolare.
Un’edizione che ha saputo unire memoria e creatività, bellezza e impegno civile. Zagarise si candida così a diventare un laboratorio permanente di cultura e legalità nel cuore della Presila.

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