Una scoperta straordinaria e una mostra che restituisce al pubblico un tassello prezioso della storia culturale e religiosa della Calabria. Si inaugura mercoledì 11 giugno 2025 alle ore 16:30, presso la Cappella Vescovile della Cittadella Vescovile di Gerace, l’esposizione “Graeca a Gerace – Frammenti inediti di manoscritti greci medievali (sec. X-XII)”, un evento di rilevanza nazionale che getta nuova luce sul patrimonio manoscritto italogreco dell’Italia meridionale.

Sette frammenti pergamenacei, vergati in caratteri greci e risalenti al periodo compreso tra il X e il XII secolo, saranno esposti per la prima volta al pubblico. Si tratta di parti inedite dei Vangeli di Luca e Giovanni, oltre a un raro testo giuridico bizantino del X secolo. I frammenti sono stati rinvenuti durante il restauro degli undici Corali della fine del Quattrocento, commissionati dal vescovo Atanasio Calceopulus per la Basilica Concattedrale di Gerace. Una scoperta che testimonia il delicato passaggio della diocesi dal rito greco al rito latino, avvenuto intorno al 1480.
L’esposizione si inserisce nel progetto integrato MAB (Museo, Archivio, Biblioteca) promosso dalla CEI e dalla Diocesi di Locri-Gerace, un’iniziativa che mira alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico. Curata da Donatella Bucca e Giuseppe Mantella, con il coordinamento scientifico di Antonella Aricò, la mostra è frutto di un ampio lavoro di ricerca condotto da un gruppo di studiosi e restauratori.

Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali di S.E.R. Mons. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, da sempre promotore di una pastorale attenta alla cultura, e del sindaco di Gerace Rudi Lizzi. Interverranno inoltre Paolo Martino (CEI Calabria), Giuseppe Mantella (Ufficio Tecnico e Beni Culturali Ecclesiastici), Giacomo Maria Oliva (Museo Diocesano di Gerace) e Don Antonio Finocchiaro (Archivio Storico Diocesano di Locri). Seguiranno le relazioni scientifiche della professoressa Donatella Bucca, docente di Paleografia all’Università di Messina, e del professor Marco Scarpa, docente di Filologia slava presso lo stesso ateneo.
L’allestimento nella Cappella Vescovile, luogo di profonda spiritualità e simbolo dell’identità religiosa locale, non è casuale: vuole essere un ponte tra passato e presente, tra la liturgia greca e quella latina, tra Oriente e Occidente, in un territorio che fu crocevia di civiltà.
L’iniziativa segna un importante traguardo per la ricerca storica e per la valorizzazione del patrimonio documentario calabrese, ribadendo il ruolo della diocesi di Locri-Gerace come custode di una memoria ancora viva e pulsante. Un’occasione unica per studiosi, appassionati e visitatori, che potranno ammirare da vicino frammenti finora sconosciuti, testimoni silenziosi di una fede antica e di una cultura che ancora oggi parla al presente.

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