Nel cuore dell’Aspromonte, dove le parole si intrecciano ancora con l’eco del greco antico, sorge Gallicianò: un borgo sospeso nel tempo, custode di una cultura millenaria. È qui che, domenica scorsa, il Gruppo Borghinfiore ha intrapreso un viaggio tra storia, spiritualità e tradizioni senza tempo. Partiti quasi all’alba, dopo circa due ore di viaggio, i partecipanti sono stati accolti dall’atmosfera rarefatta di questo piccolo centro, frazione di Condofuri, che conta appena sessanta abitanti. Ad attenderli, una guida d’eccezione: Mimmo Nucera, profondo conoscitore della storia e delle tradizioni locali.

La visita è iniziata dalla chiesa di San Giovanni Battista, patrono del paese, costruita in epoca bizantina e successivamente trasformata secondo i canoni romanici. Tra gli elementi più pregevoli, spiccano la statua marmorea del Santo, attribuita alla scuola del Gagini, e una seconda effigie lignea portata in processione durante le celebrazioni del 29 agosto, in memoria del martirio del Battista.
Passeggiando tra le viuzze del borgo, il gruppo ha potuto osservare iscrizioni in lingua greca, grecanica e italiana: testimonianze vive di un’identità culturale che resiste al tempo. Tra le tappe più significative, la “Platìa Alimos”, intitolata al quartiere ateniese gemellato con Gallicianò dal 1992, e la lapide trilingue dedicata a Pitagora, simbolo dell’unione tra culture italiche ed elleniche.

Grande interesse ha suscitato il museo etnografico “Anzel Bogasàri-Merianù”, ricco di oggetti del passato: attrezzi agricoli, manufatti tessili, fotografie e utensili domestici raccontano la vita quotidiana della comunità ellenofona. Particolarmente suggestiva la lana di ginestra, lavorata a mano dalle donne del luogo. Momento emozionante è stata la sosta alla “Fontana dell’Amore”, dove – secondo la tradizione – si esprime mentalmente un desiderio prima di bere. Un gesto simbolico di unione, amicizia e pace.
Il cammino si è concluso nel cuore spirituale del borgo: la chiesa ortodossa “Madonna di Grecia”. Alcune socie hanno preso parte alla liturgia celebrata da padre Elias, che continua l’opera del compianto padre Kosmas, la cui memoria è onorata da un busto bronzeo nei pressi dell’anfiteatro panoramico. Il pranzo tipico, consumato nell’unico ristorante del borgo – anch’esso gestito da Mimmo Nucera – ha offerto un’esperienza gastronomica autentica: salumi, formaggi, pasta casereccia, carne di capra e limoncello, tutto rigorosamente di produzione locale. A chiudere la giornata, canti popolari, tamburelli e una tarantella collettiva, che ha coinvolto anche alcuni turisti americani in visita al paese.
Gallicianò si conferma un modello virtuoso di resistenza culturale e rinascita turistica. Il Gruppo Borghinfiore torna a casa con nuove consapevolezze: la memoria dei luoghi, se custodita con cura, può diventare un motore di identità, sviluppo e coesione sociale.

Giornalista iscritto all’Albo professionale della Liguria dal 1985. Esperienze professionali presso Emittente Radiofonica Radio Sud La Cometa e presso Emittente Televisiva Teleradio Sud con sede in Siderno (R.C.). Redattore presso emittente radiofonica Novaradio (Milano) su comando per assegnazione di Borse di Studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato per: Corriere della Sera, Insieme (Ed. Rizzoli), Corriere Mercantile; Gazzetta del Sud.
Ha collaborato per le pagine Scuola del Secolo XIX. Attualmente iscritto nella sezione pensionati dell’albo dei giornalisti della Liguria e con l’Agenzia Giornalistica ABA NEWS
Dall’aprile del 2021 Direttore responsabile di INCIPIT SISTEMA COMUNICAZIONE con una linea editoria innovativa.
