Con un allarme molto preoccupante si celebra oggi la Giornata Mondiale della Salute, come un’opportunità cruciale per riflettere, sensibilizzare e agire in favore del diritto universale alla salute, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e da molteplici trattati internazionali.
Nel 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha scelto come tema “Inizi sani, futuri pieni di speranza”, sottolineando l’importanza della salute materna e neonatale come fondamenta per comunità prospere. Le statistiche attuali evidenziano una situazione allarmante: Circa 300.000 donne perdono la vita ogni anno a causa di complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Oltre 2 milioni di neonati muoiono nel loro primo mese di vita, con altri 2 milioni che nascono morti.
Questi numeri si traducono in una morte prevenibile ogni 7 secondi, con la maggior parte dei decessi registrati in paesi a basso e medio reddito, spesso segnati da conflitti o crisi.
In questa giornata viene lanciata la Campagna 2025-2026 promossa dall’OMS con lo slogan “Un inizio sano, un futuro pieno di speranza”.
L’obiettivo della Campagna è quello di investire in Interventi ad alto impatto come migliorare la qualità dell’assistenza attraverso servizi dedicati alla gravidanza e alla salute materno-infantile.

Come spesso accade la disparità tra Nord e Sud incide moltissimo sul tentare di vivere sani. Un sondaggio Ipsos ha evidenziato che il 50% degli italiani valuta negativamente le prestazioni del SSN, con punte del 54% tra gli over 60. Le regioni del Centro-Nord mostrano una valutazione più positiva, mentre nel Sud prevale l’insoddisfazione. Un fenomeno preoccupante è la rinuncia alle cure, che ha coinvolto il 16% degli italiani a causa di lunghe attese o mancanza di servizi nel territorio. La scuola ha un ruolo fondamentale nell’educare le nuove generazioni al rispetto della salute come diritto umano inalienabile e indivisibile, legato direttamente alla dignità di ogni persona.

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