La rappresentazione di una Calabria nuova alla ricerca di una profondità Cercando Itaca, quell’isola dalla quale Ulisse era partito il 25 ottobre 1207 a.C. e che ritrovò dopo venti anni di assenza e dieci anni di lunghe peripezie. Il senso della ricerca sta tutto nel nuovo film di Sergio Basso, del quale l’anteprima nazionale si è tenuta lunedì 31 marzo al Polo Culturale di Altafiumara, nell’ambito del convegno Area dello Stretto: Storia, Mito e Cinema, ospitato nella del Castello.
Un evento sviluppatosi tra pensiero e racconto, dove l’antico e il contemporaneo si sono dati appuntamento attorno a una pellicola che affonda le sue radici nella classicità per restituire al pubblico un’immagine nuova e profonda della Calabria. L’anteprima è stata l’inizio di un tour che toccherà varie città italiane, portando con sé non solo il film, ma anche un messaggio: raccontare la Calabria è possibile, e farlo attraverso il mito può diventare un atto politico e poetico insieme.

La serata ha visto la partecipazione del cast e di numerose figure istituzionali e culturali, tra cui il regista Sergio Basso, il produttore Giuseppe Gambacorta, l’attore Eugenio Mastrandrea, la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti, l’assessora regionale Caterina Capponi, il professor Daniele Castrizio, la manager culturale Elisabetta Marcianò, e molte altre voci chiamate a dialogare con la memoria e il futuro dello Stretto.
Il film è una conchiglia che aprendosi lascia lo spazio alla protagonista Arianna, che partita dalla Calabria per vivere ad Amburgo, dove lavora come abusiva.
Le sue notti sono abitate da un sogno ricorrente: un uomo naufrago tra Scilla e Cariddi, che non riesce mai a salvare. Alla morte della nonna, torna controvoglia nella sua terra, sperando in un’eredità: riceverà soltanto una capra di nome Jiulia.
Sulla spiaggia, in attesa del treno per tornare in Germania, un urlo la sveglia: un uomo sta affogando. Lo salva d’istinto. Dice di chiamarsi Ulisse.
Comincia così il viaggio dentro il mito che Cercando Itaca intreccia a una Calabria reale, luminosissima e insieme dimenticata, dove si parla ancora il greco, si cammina tra grotte paleolitiche e si incontrano personaggi sospesi tra leggenda e disincanto. Ulisse è forse un pazzo, o forse è davvero lui. Sta cercando Teagene di Reggio, il misterioso “ghostwriter” di Omero, per cambiare il finale della sua storia.
Arianna e Ulisse attraversano la Calabria come due esuli moderni, alla ricerca di un senso, di una casa, forse solo di uno specchio. Ma è soprattutto Arianna, tornata suo malgrado, a dover scoprire che il ritorno, come nella vera Itaca, non è mai nostalgia, ma trasformazione.

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