Il Caffè Letterario Mario La Cava di Bovalino in questi anni, con le sue attività culturali è stato il luogo e il punto di riferimento della cultura locridea e non solo. Le attività incentrate principalmente sulle novità editoriali di autori calabresi, strada facendo si è ampliando. Se all’inizio il Caffè si dedicava alla presentazione di libri come romanzi, saggi, incontri con personalità della cultura, poi ha allargato i suoi interessi ospitando opere teatrali, registi con le loro opere e ultimamente musicisti di livello nazionale che producono i loro concerti nella sala di Corso Umberto I a Bovalino.

QUEL Trio nasce dall’incontro di tre musicisti, ognuno con le proprie influenze e contaminazioni, che si ritrovano su un terreno comune la cui radice è quella del mainstream jazzistico.

“Il nostro Caffè Letterario – richiamando quelli nati in Europa alla fine del 1600 per favorire la socializzazione e stimolare la conversazione nasce nel 2010 – ci racconta Domenico Calabria, Presidente storico dalla nascita del Caffè – per iniziativa di un gruppo di amici consapevoli della scarsità sul nostro territorio di spazi di confronto e condivisione di passioni comuni come la lettura, la musica, il teatro, il cinema e tutte le forme artistiche, ma anche dalla necessità di tener viva la memoria di Mario La Cava, la cui importantissima opera letteraria, come per altri scrittori del Novecento, rischiava di cadere ingiustamente nell’oblìo”.

Tanti eventi che nel tempo si moltiplicano per diventare veri e propri appuntamenti settimanali. Oramai Il Caffè è diventato un appuntamento fisso settimanale.

“Il Caffè è diventato in questi anni un luogo aperto a chiunque – continua Domenico Calabria -sappia e voglia esprimere libero pensiero e creatività nelle varie forme e voglia sfruttare uno spazio (non solo fisico) che appartiene a tutti. Questa libertà espressiva e questa spontaneità ci ha finora accompagnato e credo sia stata e sia ancora la chiave di tutto. Sono centinaia – continua – gli eventi realizzati in questi quindici anni grazie al contributo di tutti i soci che vi hanno dedicato tempo e risorse, accomunati dalla necessità di confronto e condivisione. Il merito va anche agli Autori e agli Artisti che hanno voluto usare questo spazio per offrire ad un pubblico attento e partecipe il loro sapere e la loro creatività”.

Nei quindici anni di vita del Caffè gli eventi sono stati sempre acclamati dal pubblico e ritenuti culturalmente di spessore e hanno sempre richiamato appassionati, cultori e studiosi.

“Indubbiamente l’appuntamento più importante rimane il Premio Letterario Mario La Cava, voluto e organizzato dal Comune di Bovalino e realizzato con la nostra collaborazione, giunto alla VIII edizione. In questi anni – riprende Calabria – è diventato un importante appuntamento letterario, ambìto dalle più importanti case editrici nazionali e che ha visto Bovalino protagonista nel panorama culturale italiano, con la presenza di illustri ospiti come Claudio Magris, Raffaele Nigro, Goffredo Fofi, Anna Melato, Walter Pedullà, Massimo Onofri, Piero Bevilacqua, solo per citarne alcuni, oltre agli Autori delle opere in concorso che rappresentano il più alto livello della letteratura italiana contemporanea”.

Indubbiamente lungo la strada ci sono stati anche delle difficoltà?

“Grosse difficoltà direi di no; rimane però il rammarico di non essere finora riusciti appieno a coinvolgere i più giovani nelle nostre iniziative, soprattutto per avvicinarli alla lettura, tant’è che nell’ambito del Premio in corso, di concerto con il Comune, abbiamo inserito un concorso con una borsa di studio rivolto agli studenti dei Licei della Locride”.

Il caffè in questi ultimi anni si è aperto non solo ai libri, ma anche al teatro, al cinema, alla musica. Quali sono stati i motivi che hanno spinto verso questa direzione?

“Come dicevo prima, il Caffè nasce proprio dalla nostra curiosità e dalle nostre passioni che non si limitano solo alla letteratura; tra l’altro, condividere tutto ciò ci è sembrato assolutamente compatibile con quella che è stata l’attività di Mario La Cava, considerata la costante curiosità di scoperta verso le varie forme artistiche e letterarie che ha sempre dimostrato”.

Oggi qual’è lo stato dell’arte della cultura in Calabria e nella Locride in particolare?

“In Calabria, trascorsa la stagione dei grandi Autori del ‘900, si è registrato un silenzio letterario durato quasi un ventennio; ora, invece una nuova generazione di scrittori si sta con merito distinguendo sul panorama letterario nazionale ed europeo. Negli ultimi anni sono cresciute a dismisura le iniziative culturali nella Locride ed è un fatto estremamente positivo. Non so dire se il nostro Caffè Letterario abbia contribuito a questa crescita; probabilmente la nostra azione e quella delle altre organizzazioni hanno stimolato ciò che presumibilmente non aveva spazio per esprimersi al meglio. In questi anni abbiamo scoperto che la creatività nella nostra terra è – più che in altre regioni – quanto mai feconda. Per quanto ci riguarda, noi abbiamo solo offerto il nostro impegno e la nostra curiosità per un fermento culturale già presente, ma che rimaneva sopito alla ricerca di spazi culturali prima non concessi”.

La cultura praticata in Calabria e nella Locride è vera cultura?

“Non ho titoli- afferma il Presidente del Caffè Letterario Mario La Cava – o competenze per giudicare; tuttavia quello dell’editoria a pagamento è un problema che non riguarda solamente la Locride o la Calabria, ma spesso coinvolge anche case editrici di notevole importanza. Certo è che così facendo viene meno il fondamentale filtro della preventiva lettura e selezione di lettori prestigiosi che in altri tempi determinava già a priori la qualità delle opere. Voglio ricordare che ai tempi di La Cava i suoi lettori alla Einaudi si chiamavano Vittorini, Calvino…”

Le istituzioni nella Locride stanno producendo abbastanza attività per far si che la cultura arrivi a chiunque?

“Spesso, come nel caso del Comune di Bovalino negli ultimi anni, le istituzioni locali, nonostante le difficoltà economiche, si sono rivelate fondamentali per la realizzazione di eventi di notevole spessore come il Premio Letterario che, altrimenti, non avrebbero visto la luce. Il tutto, però, viene affidato alla sensibilità degli Amministratori verso una risorsa, quella della valorizzazione culturale, che, se inserita in un contesto più ampio, potrebbe determinare una nuova narrazione e percezione della Calabria, che ha tutte le carte in regola per emergere da questo punto di vista. Secondo me è necessario da parte delle istituzioni regionali, un serio progetto a medio-lungo termine di investimento e sviluppo attraverso la valorizzazione delle immense risorse culturali. Senza ciò tutte le iniziative singole, comprese le nostre, rischiano di rimanere fine a sé stesse”.

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