Continua a riscuotere successi il quarto volume dell’opera di Marcello Tarantino sui luoghi più affascinanti e belli del Sud Italia.

“Bedda Sicilia Terra d’Incanto vissuta alle radici” presentata per tutta l’estate in diversi centri dell’isola ha confermato ancora una volta la bontà dell’opera. Apprezzata per le immagini e per i testi che la formano, l’ultimo volume racchiude angoli e scorci di una Sicilia che spesso non si conoscono, e che il Presidente Internazionale di Viva Vitalità Italiana e il suo fedele amico, il tenore Amerigo Marino, Presidente di Viva Vitalità Sezione Calabria hanno realizzato visitando la Sicilia. Dal 1970 ad oggi, Marcello Tarantino è tornato in Sicilia per più di cinquant’ anni consecutivi. La “Sua” Sicilia l’ha vissuta “… sentendola, di fatto, una seconda terra adottiva. E per Amerigo Marino, compagno di lunghi viaggi e permanenze nella “terra d’incanto”, ci sono tre termini che racchiudono l’immenso della Trinacria. “Regno di Sicilia, Nobiltà, Barocco.

Nell’ultimo volume dell’Associazione Viva Vitalità Italiana, l’italo canadese Tarantino, non poteva fare a meno di avere al suo fianco l’archeologo Francesco Cuteri che della Sicilia ha una particolare visione.

“… credo di essermi fatto un’idea abbastanza significativa di questa triangolare e frastagliata zattera rocciosa ancorata nel cuore del Mediterraneo”.

Ma Cuteri ha anche un angolo visuale più intimo e poetico. Quando scrive che “La Sicilia è una terra che resiste, e a potersi fermare, osservare, capire, respirando con calma, potrebbe essere il tutto. Ma in Sicilia, anche il poco è immenso, assume dimensione d’assoluto”.

Sfogliando “Bedda Sicilia Terra di Incanto” si fa un tuffo nella civiltà, con le foto che ritraggono luoghi e ruderi del passato e dell’oggi. Nell’antichità e negli usi, costumi e tradizioni. Foto di donne e uomini di un tempo ma, anche di oggi, che guardano verso il futuro, senza voler dimenticare il passato.

“Bedda, per Enza Cilia, specializzata in Archeologia Classica, non solo per il suo paesaggio mediterraneo che emerge da monti, colline e code di azzurro volto al Cielo come limpido specchio, ma da città, paesi, castelli, giardini e dimore che nel tempo hanno raccontato, e tuttora raccontano una storia che è chiarezza di vicende edilizie e decisivo portato di elevato sentire . . .”.

Centinaia di foto che ritraggono paesi, borghi, mai toccati dalla notorietà e che solo chi ama la scoperta, il viaggio attraverso strade sconosciute e viuzze scopre. E si fa affascinare e affascina chi coglie la bellezza di quei luoghi.

 Elena Di Fede, Docente dell’Accademia di Belle Arti dei Beni Culturali e Ambientali di Catanzaro, è nata e cresciuta nel siracusano, a ridosso della Valle dell’Anapo. La Sicilia perciò la conosce e l’ha vissuta in tutti i suoi molteplici aspetti.

“Una cosa che mi faceva star bene da piccola era abbracciare gli anziani, specialmente le vecchiette. Sapevo benissimo che non resistevano alla spensieratezza dei bambini, ed io, ruffiana quanto basta, li anticipavo sempre, sorridendo”. Quanto scrive l’archeologa Di Fede ancora in Sicilia si può vivere. Vivere in tutto il senso che la spontaneità di una bambina esprime nell’immediato. Lo si comprende dalle foto del volume, dalla sensibilità con la quale tarantino, ha catturato da un intimo angolo visuale una Sicilia che non si può dimenticare ma, che va vissuta, compresa e amata.

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