Di edizione in edizione il Premio Rhegium Julii alza sempre di più l’asticella dello spessore culturale e del dibattito culturale che riesce a produrre a trecentosessanta gradi. Al Francesco Cilea si è coronato il lavoro del presidente Pino Bova e si è avuta la conferma delle tante figure di eccellenza che la Calabria offre.

Nel pomeriggio di sabato 26 si è svolta a Palazzo Alvaro, la cerimonia di accoglienza del Professore Andrea Riccardi, già Ministro per l’Integrazione della Repubblica Italiana, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ordinario di storia contemporanea a Roma Tre e Presidente nazionale della Società Dante Alighieri. L’illustra intellettuale è stato insignito del Premio internazionale “Città dello Stretto” 2024.
“Sono felice di tornare a Reggio e di trovare una città bella, viva, vivace, ariosa, luminosa. E non con quell’aria polverosa che qualche volta ho trovato – ha affermato nel suo discorso il Professor Riccardi – ringrazio il sindaco Falcomatà e tutti voi per la calorosa accoglienza”.

Nel suo dialogo con i giornalisti Annarosa Macrì e Giuseppe Smorto, il Professor Riccardi ha rimarcato l’importanza di mantenere collegati i fili ed i ponti del dialogo con i Paesi che attualmente hanno preferito, purtroppo, la via della guerra quale strumento unico di risoluzione dei conflitti. La perdita della memoria dell’orrore della guerra che viene individuata come causa principale dell’assenza di determinazione rispetto ai valori di pace, umanità, convivenza civile. Secondo Riccardi la comunità internazionale vive pericolosi votati alla violenza quale effetto diretto dell’assenza di identità nonché della crisi, non solo in Europa, del Cristianesimo, un declino valoriale determinato anche dalla società iperliberista, consumista e individualista che premia la competizione distruggendo il senso di comunità premiando l“Io” rispetto al “noi”. Il rischio peggiore è quello di divenire “indifferenti”.

L’intervento del vincitore del premio a Palazzo Alvaro è stato come una lezione nella quale si indicano messaggi che andrebbero applicati.
La sera, al teatro Francesco Cilea, la cerimonia finale di consegna dei premi della 56esima edizione che sono andati a: Emanuele Trevi, premio Corrado Alvaro per la narrativa con il volume La casa del mago (Ponte alle grazie); Umberto Galimberti, premio Leonida Repaci per la saggistica con il volume L‘etica del viandante (Feltrinelli), Renè Corona, premio Lorenzo Calogero per la poesia con la raccolta I bucaneve dell’altrove (Book); Luca Addante, premio Gaetano Cingari per gli studi meridionalistici con il volume Le colonne della Democrazia. Giacobinismo e società segrete alle radici del Risorgimento (Laterza), sono i vincitori della cinquantaquattresima edizione dei Premi Rhegium Julii edizione 2024. Sono stati assegnati, inoltre, due Premi speciali a: Sandro Gros-Pietro per il romanzo L’abbaglio del comandante (Genesi), destinatario del Premio per il centenario della nascita di Saverio Strati, e a Giuseppe Gangemi per la ricerca storica, autore del libro Senza tocco di campana (Magenes,) che vince il Premio intitolato a Pasquino Crupi. Fuori concorso, infine, è stato assegnato un importante riconoscimento intitolato a MaRIO La Cava perl’opera prima alla scrittrice Emanuela Anechoum per il libro Tangerinn (e/o).


La redazione, composta da professionisti e collaboratori volontari, è il cuore pulsante della nostra testata. Una comunicazione basata su aggiornamenti quotidiani da uffici stampa, amministrazioni locali e nazionali, associazioni operanti sul territorio, il mondo della cultura, quello considerato degli ultimi, il mondo dei diversamente abili con la cronaca degli eventi.
