La gratitudine può riportare la pace, l’ingratitudine genera violenza. E in un tempo in cui i conflitti sono purtroppo all’ordine del giorno, promuovere la riconoscenza diventa un modo per prendersi cura degli altri.

A Montepaone da otto edizioni va in scena una bella manifestazione dal titolo emblematico “Cora Randa” – cuore grande – che riscuote sempre grande apprezzamento per i valori sociali che esprime e per il messaggio che porta avanti attraverso esempi di persone che con gratuità e disinteresse tendono la mano a chi è in difficoltà prima che possano sentirsi sole.

Franco Procopio e Mariella Bruzzese

La pregevole iniziativa nasce da un’idea di Seby Spanò, educatore professionale che opera nel settore delle disabilità e del volontariato.

Come si svolge Cora Randa?

Durante l’ anno vengono raccolte segnalazioni (poi verificate) di persone che si prodigano per gli altri alle quali viene consegnata una targa di riconoscimento. “Più che un premio è un modo per dire grazie a chi aiuta anche attraverso dei piccoli gesti quotidiani, in gratuità e in silenzio” – dichiara Spanò.

Premio “Cora Randa 2024” è stato consegnato a Anna Fratto che (come recita una frase di un testo mandato da una segnalatrice), non è una donna ma una risorsa per chi ha avuto e ha bisogno di aiuto.

Premio speciale a Roberta Critelli impegnata da sempre nel sociale in vari ambiti, dal mondo della disabilità agli immigrati alla scuola; a Franco Procopio e Mariella Bruzzese che con la loro scuola di teatro “Spazio scenico” a  Soverato svolgono in maniera encomiabile il ruolo di “agenzia educativa” e punto di riferimento nel territorio .

Un Grazie quest’anno va all’orafo Luigi Mungo per la realizzazione del premio ad alcuni dei ragazzi di spazio scenico (Alessandra Procopio, Marco Corasaniti, Silvia Procopio, Alessia Barbieri) e a Ciro Cosentino per aver allietato la serata.

Anche quest’anno la manifestazione si è rivelata come momento d’incontro e inizio di nuove e future “relazioni” fra diverse realtà. ”Siamo angeli con un ala sola se non ci abbracciamo nessuno vola ” (sottotitolo della manifestazione).

Lo scopo è quello di far emergere l’ esempio “visivo e reale” e rendere “assordante” l’opera silenziosa di tante persone.

La gratitudine è un effetto domino. Una persona che prova gratitudine è più propensa a riconoscere l’aiuto di altri individui e a ricambiarlo, rafforzando il proprio legame o la propria relazione. Complimenti a Seby Spanò per questa iniziativa che aiuta a ridurre le distanze e a costruire fiducia e coesione sociale.

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