C’è un po’ di confusione nell’aria, una confusione che sta diventando quasi affascinante. Una cosa quasi da studiare in psicanalisi, ovvero quell’atteggiamento dell’animo umano che anziché allontanarlo dal torbido della guerra, ce lo fa sguazzare dentro… grufolare nel vero senso della parola.
E’ come se non fossero bastati tre anni di voyeurismo di guerra, rendendo gli spettatori non più invasi o invasori, ma invasati all’apice della soddisfazione fisica.
Questa tendenza l’abbiamo evidenziata più che mai tutti in questi giorni, in quella forma di pornografia della conta dei carri armati, nella libido selvaggia del vedere missili che volano, affiorando quasi all’apice del piacere nei titoli di giornale quanto la consuetudine riporta la conta dei morti.
Ormai la guerra non fa più “schifo”, ma la si abbellisce come una dichiarazione di forza, di solidità politica e di benessere distraente… e infatti, Israele ed Iran, adesso si fanno la guerra, come ci racconta la stampa.
Adesso è guerra… ma non la è stata ormai da un anno a questa parte, quando Israele spianava ospedali, abbatteva scuole, o faceva esplodere letteralmente la gente a Gaza, insomma, quando a morire erano solo quei miserabili nei campi profughi. Adesso è guerra! Adesso che ci sono i missili lanciati dall’Iran, solo adesso che possiamo trovare un nemico degno di essere chiamato tale.
Prima era tutto normale, mentre crollavano ambasciate o esplodevano simultaneamente i cercapersone, ora invece è guerra, pura e semplice, dato che il nemico adesso può essere additato… un anno intero per aspettare che Netanyahu lo dichiarasse.
Le “pallottole spuntate dell’Iran” dice “Libero”, come asserendo che le vere superpotenze fossimo solo noi, come non avessimo timore alcuno e fossimo consci della nostra forza, e che lo scudo Israeliano è stato impenetrabile per i “missilini” dello stato Irianiano.
Intanto nel mondo una pletora di professionisti della notizia si accendono nella loro personale libido di guerra, una platea di guardoni che quando vedono una battaglia non vedono orrori, vedono solo fiumi di inchiostro con cui scrivere libri da stampare, immaginando gettoni televisivi da prendere.
Molti hanno ormai l’impressione di vedere una finta preoccupazione, come se tutto ciò fosse aspettato con trepidazione, come fosse sperato, ma ugualmente sdegnati e preoccupati.
“Prendere in giro” si dice, ma esistono anche versioni più colorite e che rendono meglio l’idea.
La reazione dell’Iran era forse quell’occasione a cui si puntava, per giustificare, finalmente, l’allargamento del conflitto a cui Netanyahu puntava. Non era forse lo stesso in precedenza, quando molti politici e intellettuali “radical chic” parevano voler infiammare il Medio Oriente, gli stessi molti che hanno lavorato così duramente ad ogni risoluzione alzando solo le loro “manine” pulite astenendosi, idem ogni qualvolta sono state minacciate le Corti penali internazionali, e ogni volta che sono stati scritti articoli “imbellettati” sulla guerra di Israele.
Esattamente in quale direzione pensavano di andare, quando Israele spianava Gaza, colonizzava la Cis Giordania, attaccava il Libano, la Siria e lo Yemen quasi contemporaneamente, quando Netanyahu si presentò all’Onu con le mappe dei suoi nemici colorati di nero.
Come pensavano che potesse finire? Bisognerebbe smettere di “prendersi in giro”, e smettere di fingere preoccupazione quando il sostegno di Israele è in perfetta comunione di interessi coi nostri… quando la smetteremo di far finta che le polveriere non siano necessarie, eppure Netanyahu ha mostrato persino il disegnino dove c’era proprio colorato il corridoio, in un progetto che punta evidentemente a destabilizzare, perché quelle mappe in nero sono un corridoio ben preciso, quello che dalla Cina passando per il Medio Oriente portano dritte al Mediterraneo e all’Europa.
Una Cina che in Medio Oriente ha investito risorse, pure bene, ha importato greggio, ha cominciato scambi commerciali tecnologici… dobbiamo continuare a far finta, o non ce lo saremmo mai aspettato?
Eppure il casino è scoppiato proprio in una di quelle tratte su cui gli Stati Uniti hanno interessi di controllo, stesso interesse che Israele rivendica nel mantenere i suoi vicini di casa ad un livello Inferiore, sia dal punto di vista economico che da quello militare, perché lo sviluppo di certi “competitor”, con super potenze alle spalle come la Cina, renderebbero Israele solo una nel mucchio e non più la superpotenza per eccellenza nel Medio Oriente… oltre che agevolare la lunga mano degli interessi americani nell’area.
Chi si sarebbe mai aspettato che immediatamente prima del bombardamento, sarebbe arrivata l’alzata degli scudi voluta da Keir Starmer, con la Gran Bretagna che ammette di aver contribuito ieri nell’aiutare Israele… e chi si sarebbe mai aspettato l’immediato aiuto degli Stati Uniti?
“Acciderbolina” come non la volevamo questa situazione!? Proprio come non volevamo quella in Ucraina, in effetti sono solamente 20 anni che pure lì s’è fatta ogni azione possibile per farla degenerare in conflitto… per poi dire “Oh, no! Cattivo Putin!”(anche se pure lui tanto santo non è!), come cattivo è oggi l’Iran.
Questa corsa alla notizia che accende gli istinti peggiori, quelli primordiali… questa pornografia di guerra, in cui abbiamo sentito frasi del tipo: la pace si faceva con la deterrenza!
Tutti Leonida, e non è solo la politica, perché non le direbbero certe cose se non trovassero schiere di ascoltatori che su queste notizie ci si perdono, gente che in queste ore vuole sapere quanti missili hanno raggiunto il suolo, quanto hanno distrutto, quanti ne hanno ammazzati, tenendo il punteggio per la propria squadra del cuore.
Diventano tutti combattenti, dai politici ai giornalisti, distruggendo la Russia dai palchi o dagli studi televisivi, imbracciando i fucili della retorica su Twitch o sui TG, tanto a morire sono solo gli altri.
Adesso sono preoccupati, e nella notte si sono riuniti la Giorgia Nazionale, quella della Pace e della deterrenza, Tajani e Crosetto che sono in apprensione… e mentre Tajani invoca il cessate il fuoco a tutti “o la guerra sarà un abisso senza fine”, che cosa stanno facendo per quella pace della quale in tanti si sono riempiti le bocche?
Come anche il loro pubblico, strateghi di guerra improvvisati, che comodamente seduti sul divano di casa loro, vorrebbero costruire la pace con i buoni sentimenti e con le belle parole.
Brutta notizia! Come dice Meloni, “La pace è soprattutto deterrenza”, preoccupandosi per essere arrivati a questi livelli, ma che in fondo hanno contribuito a raggiungere ogni giorno con le loro azioni o meglio con l’assenza delle loro azioni, arrivando per primi su tutti gli scenari, ma senza muovere un dito.
Armano e poi sfottono chi vuole la pace e poi si preoccupano… quindi o qui siamo a dei livelli da 118 o siamo alla presenza di un problema di comprensione che è condiviso da troppi, se non quasi tutti.
… e mentre la guerra è diventata un coito collettivo senza riflessione sulle conseguenze, probabilmente adesso accadrà che Israele, dopo aver fatto carneficina ovunque, approfitterà di questa reazione dell’Iran per continuare a fare rappresaglia dove gli pare, reazione che ha cercato fino allo sfinimento con la collaborazione di tutti quelli che oggi sono preoccupati.
Netanyahu ha già annunciato infatti altre conseguenze, e queste conseguenze potrebbero tradursi in attacchi ad impianti petroliferi o anche alle basi di sviluppo nucleare Iraniane, ma per farlo richiederebbe una collaborazione sempre più fitta con gli Stati Uniti.
Questo sdoganerebbe l’intervento statunitense nella regione, cosa che prima delle presidenziali ancora non può essere fatta, ma forse dopo, mentre perdono tempo, queste rappresaglie potrebbero diventare spianate sul Libano o su Gaza.
E mentre l’uroboro della violenza continua a mangiarsi la coda all’infinito, in troppi continueranno a scrivere i titoli assolutori, a sciorinare la potenza dei missili asciugandosi la bava alla bocca nel sapere quanto questi siano penetrati a fondo.
Intanto uomini, donne e bambini continueranno a morire, mentre quasi nessuno parlerà più di pace, perché chi parla di pace è un illuso. I nuovi “saggi”, i “Guru” dell’informazione, i “grandi” esperti, quelli “studiati”, quelli che “noi sì che sappiamo!”… Non sono diventati quelli che puntano il dito contro questa follia, sono diventati quelli che vi parlano delle gittate dei missili, perché quando nelle guerre uno smette di veder sangue si pone domande, diventa interessato alla comprensione… e quindi via col carosello di carri armati.
… ma mentre il genere umano si infervora per le atomiche, piuttosto che piangere quando vede i bambini fatti a pezzi, allora, qualunque sia il vostro lato del tifo, l’umanità ha fallito.
E quando uomini e donne importanti, titolati e ben vestiti, dalla grammatica perfetta vi dicono che la pace si fa con le armi, ecco che allora bisogna inviare i missili, bisogna armare e sostenere la guerra, snocciolando tipi di armi, descrivendo piogge di droni… beh, questo è il nuovo linguaggio violento.
Pensate un po’, adesso vi dico che potremmo far finta di preoccuparci, ma la verità è che per la seconda volta in tre anni l’umanità ha scelto che la pace è per i deboli, e la guerra è per i “ganzi”… la vera bomba atomica è già esplosa ed è già deflagrata quando la guerra ha smesso di spaventare, quando ha cominciato ad eccitare il pubblico, quando due pensieri opposti si sono tramutati in tifoseria pseudo calcistica.
Dunque la sintesi di tutte le analisi che si stanno facendo in queste ore?
Semplice… lo schifo!

Sentitevi liberi di leggermi senza conoscermi.
