Finalmente tutto più chiaro. Finalmente è dimostrato.
Che la situazione a Gaza, con la conseguente avanzata dei coloni in Cisgiordania, quella polveriera mediorientale che sta per esplodere, è una situazione casuale… esattamente quanto le centinaia di cercapersone che sono esplose contemporaneamente!
Eh, capite bene!… non è che potevano “cincischiare” ancora per molto dopo l’omicidio di Haniyeh e dopo le promesse vendicative dall’Iran.
Dopo che a luglio Fuad Shukr, comandante Libanese era stato eliminato a Beirut e la conseguente dichiarazione di vendetta degli Hezbollah.
Eh, a questo punto capirete bene che, Netanyahu non è che potesse stare ad aspettare una reazione… soprattutto perché la guerra ad oltranza gli serve come l’aria, e quando nessuno dimostra di volersi vendicare davvero, Israele come se la vende la scusa della minaccia esistenziale che impone di usare le armi contro tutto e tutti?
Chi Crederebbe ancora alla favola della “piccola” Israele accerchiata da tutti, solo tra i nemici, che la vogliono distruggere?
Beh, a qualcuno potrebbe venire sospetto che la verità possa essere l’esatto contrario!
Allora può darsi che diventi opportuna una smossa, una Chiamata alle armi, e allora, può darsi, che abbiano pensato di farlo con un’operazione senza precedenti nella storia, almeno dal punto di vista tecnico, e senza precedenti in termini di inquietantezza prodotta.
Facciamo il punto: verso le ore 15:30 centinaia di “cercapersone” hanno iniziato ad esplodere nelle tasche, tra le mani e vicino alle facce di chi li portava addosso, ciò è accaduto nel sobborgo meridionale di Beirut, nella regione della Becca in Libano orientale oltre che a Damasco in Siria.
Evincendo quanto questi eventi siano distribuiti tra di loro ma contemporanei.
4.000 feriti e decine di vittime, tra cui una bambina di soli 8 anni, con 500 persone che hanno perso la vista senza escludere che al momento in cui leggete la situazione possa essere addirittura peggiorata.
Ammettiamolo, nel 2024, parlare di cercapersone può sembrare strano. Questi dispositivi sono strumenti targati anni 80, quando il così detto “Biper” serviva alla trasmissione di brevi messaggi con la quale, appunto, si riceveva un breve messaggio con la richiesta di richiamare un numero che ti stava cercando. Un dispositivo completamente poi soppiantato dall’uso dei cellulari, ed inusuale quindi che al giorno d’oggi possa essere trovato addosso a così tanti soggetti, “inusuale”… ma non casuale!
Perché coloro a cui sono esplosi addosso, erano tutti (o quasi) miliziani Hezbollah, ed il modello del cercapersone è per tutti i malcapitati un “R924”, che esplodendo simultaneamente non lascia alcun dubbio sulla natura dell’evento, risultando una mastodontica operazione di intelligence.
Pare da subito chiaro che chiunque abbia operato sapeva che di recente agli Hezbollah era stato comunicato di abbandonare le comunicazioni via cellulare, a favore di questi apparecchi molto più sicuri per non essere rintracciati.
Coloro che hanno operato, quindi sapevano, come ha detto un funzionario Hezbollah, di star per compiere una delle più gravi violazioni della sicurezza del gruppo, e di essere a conoscenza anche di cogliere questi miliziani in momenti di quotidianità: al mercato, in giro per le strade, a casa… quindi costoro sapevano quindi di poter coinvolgere anche civili.

Tutti questi elementi punterebbero il dito dritto contro Israele, che come sua usanza, non rivendica questo genere di operazioni, ma che in compenso agitano le tifoserie Israeliane su internet, producendo “meme” discutibili come il cercapersone con scritto “Shalom”, che di fronte alla morte di una bambina di 8 anni, ricordano giusto la propria caratura.
Ma a stillare dubbi su Israele non sono solamente gli Hezbollah, ma le accuse arrivano anche dal New York Times, oltre che dalla Russia, che nella figura del ministro degli Esteri, Sergej Viktorovic Lavrov, definisce l’attacco esplosivo come un atto di “guerra ibrida”.
Proprio il New York Times parla per primo di esplosivo, posizionandolo vicino alla batteria del cercapersone, insieme a un interruttore attivato tramite “sms”, analizzando dati riguardanti precedenti esplosioni casuali o spontanee di batterie al litio, escludendo che gli eventi possano essere attribuibili ad un difetto di fabbrica, presupponendo un’operazione pilotata e ben coordinata da remoto.
Prende così sempre più strada l’ipotesi del sabotaggio dei cercapersone, un unico stock prodotto dalla Gold Apollo, azienda taiwanese che si appoggia a partner anche europei, come sembrerebbe essere stato proprio in questo caso, dove i dispositivi in questione, sono stati prodotti da un’azienda con sede in Ungheria… e dunque prima intercettati, armati e attivati per esplodere al momento opportuno.
Facile arguire che per una tale manovra qualcuno doveva essere informato del fatto che, in accordo, i leader di Hezbollah avessero consigliato di buttare i cellulari per appoggiarsi ai cercapersone.
Qualcuno sapeva che i cercapersone ordinati erano di un nuovo marchio che il gruppo non aveva mai usato, qualcun altro sapeva come e dove quello specifico ordine sarebbe arrivato in quelle specifiche tasche, qualcun altro è stato in grado di intercettare la spedizione e deviarla, e molti altri si devono essere occupati di aprire i dispositivi, inserire al loro interno la carica esplosiva e il metodo di innesco e richiuderli senza inficiarne il funzionamento… oltre alla enorme dose di sadismo nel rendere l’esplosione effettiva dopo una decina di secondi dall’arrivo di un messaggio, dando quindi il tempo al soggetto di prendere il cercapersone e avvicinarlo al volto… quindi da rendere l’esplosione più efficace.
Difficile credere che questa non sia un’operazione di più intelligence coordinate, e non solo a cura del Mossad… e mentre gli Stati Uniti si sono sentiti subito lo sguardo addosso e sono immediatamente corsi a smentire ogni tipo di coinvolgimento, dichiarando di essere impegnati nel raccogliendo informazioni su questo incidente, dalla Casa Bianca affermano che gli USA non sono stati coinvolti e non erano a conoscenza di questo incidente in anticipo.
A parte la definizione di “incidente” non esattamente calzante per l’accaduto… questa astensione la dice lunga, rispondendo alla domanda del perché nessuno ferma tutto questo, e sul perché quella a cui abbiamo assistito, nonostante l’ormai galoppante fantasia cyberpunk a cui siamo abituati, non sia una nuova idea, e che usare le comunicazioni per colpire il nemico è una tecnica già sperimentata dagli Israeliani, quando nel
1995 ingegnere e militare Palestinese Yahya Ayyash, già Comandante del Battaglione Samaria, rispondeva a un telefono che era stato riempito con 15 g di Rdx esplosivo, la conversazione veniva intercettata dagli israeliani e subito rimbalzata al posto di comando ed… esplose!
Condizione necessaria per quell’operazione fu la presenza di una “talpa”, che in quel caso fu lo zio di Ayyash, che si lasciò corrompere nel consegnare il telefono sabotato al nipote, in cambio di denaro e carte d’identità israeliana per lui e sua moglie.
Israele non è nuova nemmeno all’utilizzo di attacchi informatici come quando infettava i reattori nucleari con il virus “Stuxnet”, un Worm informatico comparso per la prima volta nel 2010, con l’obiettivo specifico di colpire le centrifughe presenti negli impianti di arricchimento di Uranio in Iran e che, siccome gli impianti nucleari bersaglio erano isolati dalla rete globale, andò a vuoto senza arrecare danni… presupponendo che il Virus in questione fosse stato trasmesso tramite chiavetta USB, con agenti in possesso dei requisiti di accesso agli impianti.
Ad oggi invece le tecniche sembrano congiunte e combinate, e pare non abbiano lavorato su un ristretto numero di obiettivi ma su centinaia, che sono esplosi contemporaneamente colpendo l’ambasciatore Iraniano in Libano, che ha subito una lesione superficiale, combattenti di Hezbollah, figli di alti funzionari del gruppo armato come hanno detto a Reuters due fonti della sicurezza, fino ad ipotizzare come obiettivo addirittura Hassan Nasrallah, Segretario Generale degli Hezbollah, uscito illeso dall’attacco.
Impossibile non menzionare, inoltre, i cosiddetti, danni collaterali che sono in realtà circa 4.000 civili che evidenziano un’operazione che mostra i segni di un’organizzazione che ha richiesto tempo di pianificazione, rete di rapporti necessaria per renderla possibile, oltre a tutta una serie di altre riflessioni… in primis il momento, che non sembra affatto casuale dato che mentre veniva dato l’ordine di attivare la catena di esplosioni a Tel Aviv erano in corso le manovre per costringere alle dimissioni o al licenziamento il Ministro della Difesa Yoav Gallant, che come ricorderete di recente aveva mostrato insopportazione per la linea della guerra a oltranza di Netanyahu.
Gallant era ormai da tempo il principale argomento di discussione della politica Israeliana, e proprio Lunedì aveva annunciato che i suoi obiettivi di guerra erano stati modificati, in modo da includere il ritorno di circa 60.000 civili evacuati dal nord del confine con il Libano a causa della minaccia Hezbollah, il che significava che Netanyahu annunciava di voler combattere apertamente gli Hezbollah.
Un altro dettaglio, non da poco, è che sempre in contemporanea Antony Blinken, Segretario USA, era in Egitto per discutere del cessate il fuoco: dove Washington desiderava discutere di questioni bilaterali con l’Egitto e i mediatori stavano lavorando a una proposta che doveva ancora essere presentata ad Israele… una storia vecchia già vista, perché Netanyahu ogni
volta sabotava i negoziati, in modo oltremodo sistematico, scientifico.
Con questa operazione, quindi Netanyahu, avrebbe potuto blindare definitivamente il suo conflitto mostrando una volta di più al mondo, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, chi è che davvero il “cessate il fuoco” non lo vuole, e chi ha veramente intenzione di fare una “guerra ad oltranza”… ma che, in realtà, mostra anche qualcosa di ben peggiore.
Israele sarebbe dunque capace di colpire i suoi nemici in questo modo, quasi da film di fantascienza? Sarebbe capace di coordinare operazioni di questa entità? Veramente è riuscita a farsi raggirare con persone in deltaplano il 7 ottobre?
Se Israele è capace di questo genere di operazioni di intelligence così radicate, davvero non è capace di stanare Hamas nei tunnel, facendosi scudo della retorica che si confondono tra i civili e che quindi ci sia la necessità di spianare Gaza, abbattendo ospedali e scuole?
Israele che, a quanto pare, è capace di far saltare contemporaneamente dispositivi su più aree geografiche, ha davvero sottovalutato le aggressioni il 7 ottobre, come molti giornalisti blasonati continuano a ripetere, o c’è anche il margine per poter sospettare qualcosa di molto peggiore… e soprattutto con queste modalità di operazione, con dispositivi coordinati che esplodono addosso alla gente, quale differenza c’è tra questo metodo e le cinture esplosive? Beh, una differenza in effetti c’è! La cintura esplosiva almeno presuppone la volontà del singolo, invece a quanto pare chiunque può essere trasformato in un ordigno esplosivo a sua insaputa.
A questo punto credo che si possa cominciare a distinguere bene di che natura è l’esercito più morale del mondo, e a questo punto, se possono farlo come e quando vogliono… beh, capiamo perché nessuno ferma Israele, e cominciamo anche ad avere paura che gli obiettivi possano essere molteplici magari spacciati per incidenti.
Esempio un giornalista a cui potrebbe esplodere il microonde, un diplomatico a cui potrebbe incendiarsi la batteria al litio del cellulare, aggressioni inaspettate che potendo colpire simultaneamente e in più aree, allarmano come avessimo tutti un’arma puntata addosso semplicemente tenendo un cellulare in tasca.
Quindi è questo quello che fanno gli eserciti regolari di stati sovrani e democratici? No, perché sembra tutto molto più vicino ad esempi che chiamiamo con altri nomi, e che tutti conosciamo bene.
Troppi dubbi, troppa retorica, troppi silenzi, troppe bugie ed è troppo evidente chi vuole la guerra ad oltranza.
Presto ci dovremmo aspettare qualche dichiarazione di Nasrallah, e dovremmo temere che stavolta il piatto freddo della vendetta possa essere diventato molto caldo… scaldato proprio da Netanyahu e forse non solo, anche dal massacro dei palestinesi, dall’avanzata in Cisgiordania, da questa polveriera medio orientale ormai accesa e, volendoci far credere che sia tutto una conseguenza di eventi casuali, anche quando centinaia di cercapersone esplodono in contemporanea, continuiamo inermi ad aspettare notizia del prossimo massacro.

Sentitevi liberi di leggermi senza conoscermi.
