Nel ventunesimo secolo purtroppo, ancora esistono le lotte per giungere ad un’uguaglianza di genere. Per molto tempo gli uomini hanno relegato le donne in un angolo e con precisi compiti, escludendole da quella parte di mondo che, chissà per quale motivo, è stato ad appannaggio esclusivamente maschile. Vita sociale, vita professionale, quotidianità diverse vissute sempre all’ombra, in secondo piano. La Storia ci insegna che le lotte contro questa “consuetudine” sono iniziate già nel 1789 con la rivoluzione francese. Nel tempo, ogni epoca nei periodi dei grandi movimenti che si sono sviluppati negli ultimi anni, le donne hanno modificato a proprio vantaggio i rapporti di forza, si sono conquistate maggiori spazi di libertà, ma proprio per questo sono ancora di più sotto attacco da parte delle forze che si battono per la disemancipazione.

In Calabria le donne che si sono immolate nel nome della libertà, dell’emancipazione e della parità dei diritti sono tante. Molte di loro vittime per mano di crudeli assassini hanno perso la loro guerra. Molte, moltissime altre continuano ricordandole e lottando per la parità di genere.

Il mondo della cultura con particolare riferimento a quello degli scrittori, dedica pubblicazioni e riportano vicende di chi, donna, lotta o ha lottato. E’ il caso di Assunta Scorpiniti. Che da alle stampe “Sette storie sulla scala di seta, sguardi e conquiste di donne calabresi”. Il libro racconta di donne che vivono storie significative, sia in ambito familiare che sociale, impregnando di umanità le situazioni con cui vengono a contatto. Il messaggio contenuto nel volume tascabile edito dalla casa editrice cosentina “Progetto 2000”, è quello di dar voce a quel mondo femminile sommerso e misconosciuto che ha contribuito al miglioramento della società calabrese anche attraverso un modo di agire determinato, ma silenzioso. La conquista di un mutamento culturale attuata rimanendo in Calabria, con instancabile impegno.

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