di Redazione
Il problema Sud o come si vuole chiamare, il Caso Meridione, per gli studiosi di Meridionalismo italiano e per i politologi, sia nazionali che internazionali, da sempre un problema che affonda le sue radici nella Politica. In quella che normalmente si pratica nei palazzi romani e ancor prima nelle sedi del potere unico.

A distanza di lustri e arrivati al 2024, la realtà oggi è uguale come la storia recente ci insegna. Gli eventi negativi che si stanno susseguendo e che il popolo sta subendo, ma contro i quali evidentemente non trova rimedio, pongono ancora molte riflessioni. Il Sud continua ancora a essere vittima. Il popolo sconta il potere. Il sindaco di Siderno, la ridente e più popolosa cittadina della Locride interviene sull’ennesimo scippo da parte del Governo, verso la Calabria e i calabresi. Uno scippo che pesa il doppio, il triplo di quanto si dimostra. Perché. Perché si tratta di uno scippo a discapito della Sanità calabrese. In altre parole sulla salute dei cittadini.
“L’autonomia differenziata, la sanità – scrive il sindaco di Siderno – e poi chissà cos’altro ancora: da sindaco di una comunità calabrese e da dirigente nazionale del Partito Democratico ho sempre detto che avrei difeso la mia comunità e la mia regione dagli assalti di un governo che non solo ha un’evidente trazione settentrionale ma che continua a fare solo gli interessi dei più ricchi, di chi vuole un paese spaccato in due, privatizzando tutto e lasciando indietro intere classi sociali.
Ieri anche il presidente Occhiuto ha dovuto prendere atto dell’ennesimo scippo ai danni della nostra regione da parte del Governo centrale, alzando la voce e minacciando addirittura di dimettersi da commissario della sanità calabrese.
Dopo il bluff dell’autonomia differenziata, nel quale è stato costretto – continua nella nota Fragomeni -anche lui ad ammettere che senza almeno 80 miliardi per riequilibrare i LEP non è possibile nemmeno sedersi al tavolo a parlarne, adesso anche sulla sanità è stato costretto ad alzare la voce per farsi sentire da un governo che considera la Calabria e il sud una periferia dell’impero.
Servono, quindi, azioni forti per fermare questo governo ed è dunque allo stesso presidente Occhiuto che mi rivolgo: se davvero, come lui ha sempre detto, i calabresi vengono prima di tutto, allora sia in prima fila al nostro fianco a protestare contro i tagli scellerati sulla nostra salute. Richieda con forza che neanche un euro possa essere tagliato alle strutture calabresi. Pretenda di più da – conclude – quello che ha considerato lui stesso finora un governo amico. Solo così potremo fare un fronte unico, forte, compatto, a difesa della Calabria e dei suoi cittadini, del suo diritto ad avere una sanità giusta e funzionante”.

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