di Maria Grazia Carnà

La poesia quando nasce dalle esperienze vissute è più forte di una tempesta, e come un’onda si infrange sullo scoglio duro e arcaico di quelle usanze che non possono esistere oggi.

Per il Concorso “Il dono della vita” diretto dal Dott. Rocco Pardo, questo è il messaggio, quello di rivelare la realtà di una società in cui molte donne ancora sono vittime, e lo vuole fare con lo strumento più dolce che una donna possa rintoccare: la Poesia.

E poi c’è lei, l’Assessore Maria Capece, che per una volta si sveste del suo titolo istituzionale per mostrare la donna che sotto la carica nutre passione e vive il dolore.

Non è della conferma arrivata dal concorso che vogliano parlare, che riconosce il poema della Capece come valido oltre misura, ma è il coraggio che ha mostrato mettendosi in gioco in nome di un ideale che è un messaggio diretto al patriarcato… una poesia, la sua, che immerge nella concreta tristezza dell’amore tossico che cambia i cuori e che può rendere il più tenero amante in un aguzzino senza pietà.

Un grazie alla Poetessa Capece per questo stralcio di vita, che è un abbraccio di comprensione per qualsiasi donna che leggendolo si ritrovi nelle sue frasi.

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