Passeggiando sul web in cerca di nulla, tra un gattino che illude chiamando “mamma” e una vignetta di pessimo gusto, possiamo trovare e scontrarci con un profilo che rapisce interamente le attenzioni…
Chi parla in quelle immagini è una Donna, a cui si può accrescere di proposito l’iniziale fino a renderla maiuscola, che racconta il cammino di un’ Artista che sogna, accetta e si cala nella vita, per trarne immagini, suoni e parole, che sono i sentimenti stessi con cui descrive sé.
Per Miriam Jaskierowicz Arman ogni opera è un autoritratto su cui specchiarsi, in cui far riemergere pensieri che altrimenti verrebbero smarriti nella foschia della vita; in esse esprime una realtà che si mescola alla coscienza, dove i volti sono azioni, e le parole diventano musica… mentre i sensi avvinghiati alla realtà si tramutano in figure apparentemente semplici, ma che incarnano quel sottile messaggio che unisce il solido all’intangibile.
Un’arte che si pulisce dell’inutile e imprime il sublime che giace silente nel tutto, dove la natura comanda e la tristezza costruisce chiavi che aprono le porte della conoscenza.
Miriam, spezza le forme con tratti decisi, creando mosaici che nel loro insieme ricostruiscono dopo aver diviso, spigolose figure aggettanti che mai si tutelano in un banale punto di vista ma che, se approfondite dai suoi versi poetici, emanano una dolcezza materna che è un abbraccio per chiunque abbia il piacere di sondare, nel fondo di un quadro in cui immergere lo sguardo, silenzioso e paziente un viso che somiglia al proprio io.
Nei suoi quadri ci si può specchiare e nelle sue poesie guardarsi l’anima, sommergendo l’ovvio in favore di ciò che la vita cela dietro i pensieri, dando forme e cedendo spazio, a quello che ognuno conosce ma pochi sanno esprimere.
L’arte è una sola, ma molte sono le sue espressioni, e racchiudono le virtù di ogni natura, quella verde, quella blu e quella gialla, ma dentro, guardando e scavando con metodo, si scorgono piccole pepite di parole scritte, dipinti astratti e canti soavi… questa è Miriam Jaskierowicz Arman, una pietra rara incastonata tra terre scure, difficile da vedere al primo sguardo, ma pura e brillante come l’essenza dell’Arte stessa.
Sarà possibile ammirare le sue opere, che saranno in mostra presso l’ Ipogeo Piazza Italia a Reggio Calabria a cura di Elmar Elisabetta Marcianò, dal 9 Luglio al 9 settembre… mentre per le sue poesie vi rimandiamo ai suoi libri reperibili online.

Maria Grazia Carnà è nata a Catanzaro e vive a Camini, un piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria, dopo gli studi superiori presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato perfeziona la sua istruzione presso la facoltà di Farmacia di Pisa.
Lavora nel settore per cui ha studiato fin da subito, alternando i suoi impegni con volontariato e alcune passioni irrinunciabili.
Scrive per la testata online Incipit Sistema Comunicazione con il ruolo di capo redattrice senza mai specializzarsi su un tema preciso, ma cercando temi di interesse sociale e culturale, impegno che la porterà al titolo di Giornalista. Nel 2023 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Blu ionico”, con il quale si aggiudica vari riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Panorama Golden Book Award 2024, e il Concorso Biennale Internazionale “Percorsi letterari dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron”, grazie al quale è stato segnalato alla Fiera del Libro di Francoforte 2024. Le viene assegnata il Premio Reggio Calabria Day 2025 alla letteratura come riconoscimento del suo impegno artistico nella scrittura e nello stesso anno viene insignita del prestigioso Premio Piersanti Mattarella al Campidoglio.
