di Maria Grazia Carnà

Dal 1946 l’Italia con i suoi passeggeri hanno intrapreso un viaggio, di cui oggi ricordiamo quello spirito pionieristico di chi parte, ricordiamo uomini e donne che a maniche rimboccate affermavano: “Da qui si comincia!”.

Oggi siamo tutti Genitori e figli di un ideale, che ha camminato lungo le generazioni inciampando di tanto in tanto, ma che ha saputo ritrovare ogni volta quella forza di chi sa rialzarsi. Una giornata che festeggia il futuro sfogliando il passato, sbiadito come una foto che evoca nostalgia di un tempo lontano ma non troppo, in cui il fantasma di ciò che siamo stati si riflette sul presente e ci allerta col suo insegnamento rigoroso e giusto, che cita i grandi autori del libro che ci racconta a partire dalla parola più importante, che è dignità. Ogni 2 Giugno ringraziamo le madri e i padri costituenti, che hanno provato a decifrare alcune regole di vita, per essere in pace e affiancati, dove chi lavora aiuta i più deboli e dove i doveri e i diritti sono la stessa cosa. Un insieme di norme fondamentali che riscatta il pensiero di tutti in un unico libro, scritto col sangue di chi ha rinunciato a sé stesso, vecchio e scricchiolante come il lamento di una madre che piange il sacrificio di un figlio che mai più rivedrà, profumato di fatica e di legno, quello di un albero che cresce anche dopo essere stato estirpato… un testo che ancora oggi è per noi l’abito elegante che portiamo con fierezza, nonostante i nostri usi spesso al limite. Resta il potere di una giornata e del Presidente che ne incarna gli ideali, sperando che gli uomini e le donne sapranno tramandare e meritare, scacciando la paura di ideologie che hanno necessitato di una Costituzione, che dal passato potrebbe profetizzare il nostro futuro.

Buona festa della Repubblica.

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