𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑮𝒓𝒂𝒛𝒊𝒂 𝑪𝒂𝒓𝒏𝒂̀
Nella parola “Mamma” esistono, tutti assieme, i significati che danno importanza. Alla sua pronuncia si illuminano i ricordi dimenticati, amnesie infantili di quando il senso del sé e del tempo non erano ancora necessari, resi inutili dalla presenza protettiva di una Madre e di quell’abbraccio dentro il quale nulla può sfiorare. Un nome per tutte ma che è di una sola, che rammenta un gemito infantile che prepara un figlio a chiamarla, al cui suono il calore del primo nutrimento ripassa rapido come un film già visto. Donna prima e Madre poi, dispensando lezioni involontarie e senza cattedra su chi saremo e su chi avremmo dovuto essere. Il mestiere più difficile del mondo è proprio quello di comandare chi si si ama, esserne serve felici, capitani umili che sferzando uno sguardo si tramutano in un tribunale vivente che intimorisce senza punire e dal quale vorremmo solo lode. In ogni donna c’è una festa in corso, ricca di momenti e persone che si alternano al solenne segreto di un’anima che si aggrappa ad un corpo, diventandone colonna portante e traghettatore, accudendola fino all’ultima forza residua e remando contro corrente… in esse c’è il mistero profondo che muta i desideri e le speranze proprie in quelle di un altro, affama d’amore e asseta di baci, e comprende il linguaggio di un cuore in cui scorre il suo stesso sangue. La sincerità dei gesti non puo essere espressa a parole, ma solo queste abbiamo per descrivere l’importanza di una donna quando si fa madre, rendendosi insostituibile nell’angoscia di essere perduta, che per il mondo è Mamma e per una famiglia è il mondo.

Madri diverse con un unico pensiero e sentimento, fragili quando lottano senza paura di mostrare debolezza, guerriere impavide quando la vita pone ostacoli tanto alti dal concedere la sola scelta di abbandonare, con un gesto esecrabile solo per chi non conosce, quello di concedere il proprio bene più grande ad altri privandosene. Come la Mamma di Bergamo che, non per vigliaccheria, ha ceduto il suo bene più grande cresciuto nella solitudine di 9 lunghi mesi senza nessuno che le accarezzasse il ventre o la guardasse dormire, perché l’amore conosce molte strade e questa è solo una delle tante che non ascolta l’egoismo per favorire un figlio indifeso, e nella spinta vigorosa di una madre che allontana il suo frutto, il cielo si strappa e il mondo si colora di passione… e dispiace per chi non riesce a leggere tanta grandezza. Per ognuno il senso della vita ha un significato diverso, ma per tutti la sua ricerca nasce dal volto di una Madre, stanco e sorridente, che con occhi lucidi guarda orgogliosa anche quando tanta grazia non è meritata. Grazie ad ogni Mamma, anche quelle che hanno saputo prendere le decisioni più complesse, auguri alle Mamme che crescono figli partoriti da altre, auguri a quelle che le diventeranno e a tutte quelle donne che avrebbero voluto dare amore ma non hanno potuto.

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