di Reba Reitano

Indossa un vestito giallo e blu, occhi azzurri e capelli lunghi e biondi, fin qui sembra la solita “vecchia” Barbie, quella con cui sono cresciute tante bambine, che nonostante l’età non invecchia mai. Ma questa Barbie è diversa dalle altre, busto lungo, struttura corporea più corta rispetto alle altre, viso più tondo, orecchie piccole e forma degli occhi che caratterizza le persone con questa condizione genetica. Indossa plantari rosa alla caviglia e una collana con un pendente rosa con tre galloni verso l’alto che rappresenta le tre coppie del 21esimo cromosoma dalle quali dipendono le caratteristiche associate alla sindrome di down. Dalla collaborazione tra la Mattel e il National Down Syndrome Society é nata la Barbie con sindrome di down che è stata lanciata sul mercato lo scorso 26 aprile 2023. Barbie, molto amata ma anche criticata negli anni, è nata nel 1959, dopo qualche anno si è sposata con Ken ma non era la solita casalinga, ha continuato a lavorare anche se nella società il ruolo a cui era relegata era quello di casalinga. Ma questa icona è sempre stata al passo con i tempi, nel “68 nasceva la Barbie nera, quando le donne hanno iniziato a lavorare e lottare per i diritti ,lei divenne chirurgo e sciatrice, in seguito ambasciatrice Unicef, donna di affari e rockstar, nel 2009 è diventata curvy perché nella società le ragazze hanno anche forme generose e morbide. Barbie è sempre stata attenta ai cambiamenti della società e si è adattata affinché tutte le ragazze possano riconoscersi in lei, si possano sentire rappresentate come avviene oggi alle bambine con sindrome di down. Un altro passo verso l’inclusione e come afferma la Mattel “le bambine possono diventare chiunque desiderano essere”. Benvenuta Barbie in un mondo dove, anche gli esseri diversamente abili, non sono “diversi”

 

error: Non salvare ma condividi