L’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Sez. Locri- Gerace, nel 78°anniversario della Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi – fascista, ha deposto una corona al Monumento Ara Patriae in Viale della Regina di fronte al Municipio.

La commemorazione del 25 aprile a Locri è iniziata con il giovanissimo Alberto Filippone che ha eseguito “Il silenzio”.

Dopo la lettura della XII “Disposizioni transitorie e finali” della Costituzione Italiana che afferma che “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, dell’articolo 3 della Costituzione che sancisce il principio di uguaglianza e dell’articolo 21 che tutela la libertà di espressione e di stampa, Armando Panetta e Marco Mittica del “Teatro gruppo spontaneo” hanno interpretato dei brani.

In rappresentanza del Sindaco Fontana, il Presidente del Consiglio Comunale Miky Maio ha ringraziato l’A.N.P.I. per essere sempre presente ed ha sottolineato l’importanza del principio di uguaglianza. Dopo, l’intervento della Presidente dell’A.N.P.I. Sezione di Locri – Gerace Barbara Panetta.

“𝑩𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒇𝒂𝒔𝒄𝒊𝒔𝒕𝒊 – 𝒉𝒂 𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒎𝒂𝒕𝒐 – 𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒍𝒐𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊. 𝑰𝒍 25 𝒂𝒑𝒓𝒊𝒍𝒆 1945 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒂𝒕𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂, 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂𝒓𝒍𝒐, 𝒏𝒆𝒈𝒂𝒓𝒍𝒐 𝒎𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂𝒕𝒂 𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒆 𝒂𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒈𝒊𝒂𝒏𝒊, 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒆 𝒖𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒄𝒐𝒓𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒔𝒊, 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂 𝒅𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐. 𝑨𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒐𝒈𝒈𝒊 – 𝑯𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂𝒕𝒐 – 𝒄𝒆𝒓𝒕𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒅𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒇𝒂𝒔𝒄𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒏𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒃𝒂𝒕𝒕𝒊𝒕𝒐 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐: 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒂, 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐, 𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒐𝒔𝒔𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒏𝒆𝒎𝒊𝒄𝒐, 𝒊𝒍 𝒇𝒂𝒔𝒕𝒊𝒅𝒊𝒐 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒍’𝒊𝒏𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂, 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒇𝒊𝒖𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂, 𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒗𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒍 𝒄𝒂𝒑𝒐. 𝑩𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒓𝒊𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 𝒆 𝒔𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒄𝒊𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒎𝒐𝒄𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂, 𝒐𝒄𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 -𝒉𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒍𝒖𝒔𝒐 𝑷𝒂𝒏𝒆𝒕𝒕𝒂 – 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒂𝒍 𝒅𝒊𝒔𝒂𝒈𝒊𝒐 𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒓𝒖𝒔𝒕𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂𝒅𝒊𝒏𝒊.

𝑹𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐, 𝒊𝒏 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒐, 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒔𝒆𝒏𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒄𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒊 𝒎𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂, 𝒑𝒐𝒕𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒓𝒊𝒑𝒆𝒕𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒆 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒔𝒊 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆”. (Primo Levi)

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