Da un cubo, semplice e che mostra ogni suo volto, nasceva l’arte moderna e con essa si consolidava una presenza che sarebbe diventata storia. Oggi a cinquant’anni dalla sua morte ancora insegna che comunicare è un’arte.
Pablo Picasso, volle e riuscì nel disgregare il concetto stesso di essenza, mostrandone prima i volumi elementari, poi raccogliendone i frammenti e, dopo averli mondati di ogni congettura concettuale, ricomponendoli esaltandone il loro significato più puro.
La forza e la potenza delle opere di un uomo che rivivono negli anni come immortali, icone della ragione e nude di ispirazione, come improvvise valanghe di verità che scendevano su tele raccolti dal linguaggio delle figure, nelle cui sagome spigolose si evidenziano il tratto deciso di un principio e delle amare verità spiegate brutalmente.

Al grande pubblico ha regalato l’opera che lo rappresenta, una stella nel firmamento di 50 mila da lui composte, che distrugge gli eventi di un bombardamento per mostrarne solo la crudele ricostruzione, rendendola inutile di motivi e carica di dolenza… Guernica è una città Basca che su di un dipinto si tramuta, diventando i pezzi stessi rimasti a terra dopo l’inutile strage; le abitudini e i rituali della vita che deformano la propria semplicità per divenire infinite rappresentazioni di un errore mostruoso dell’uomo…. piedi stanchi e trascinanti che si accavallano a fuochi che illuminano il buio di una città distrutta, dove le usanze di un popolo sono morte con i suoi praticanti, e i bagliori deflagranti illuminano volti spenti e informi che piangono al cielo ogni corpo accasciato al suolo.

Un’opera omnia delle deviazioni umane, un compendio che raccoglie ogni disgrazia e le getta tra gli scaffali della memoria perché esistano nei secoli, nella stessa stanza in cui il quadro si svolge rimarranno come un senso di disagio, e quel lume che accende l’emozione, adombra ciò che si vuole dimenticare. È archiviato ormai nella storia dell’arte, attuale come la cronaca che tutt’oggi stanca col suo martellante rimprovero, ma senza coprirsi della polvere che cade sottile e impalpabile della dimenticanza.


Maria Grazia Carnà è nata a Catanzaro e vive a Camini, un piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria, dopo gli studi superiori presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato perfeziona la sua istruzione presso la facoltà di Farmacia di Pisa.
Lavora nel settore per cui ha studiato fin da subito, alternando i suoi impegni con volontariato e alcune passioni irrinunciabili.
Scrive per la testata online Incipit Sistema Comunicazione con il ruolo di capo redattrice senza mai specializzarsi su un tema preciso, ma cercando temi di interesse sociale e culturale. Nel 2023 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Blu ionico”, con il quale si aggiudica vari riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Panorama Golden Book Award 2024, e il Concorso Biennale Internazionale “Percorsi letterari dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron”, grazie al quale è stato segnalato alla Fiera del Libro di Francoforte 2024. Le viene assegnata il Premio Reggio Calabria Day 2025 alla letteratura come riconoscimento del suo impegno artistico nella scrittura.
